Intercettazioni: Marina Berlusconi contro gli editori italiani



Durante il Salone del Libro di Torino, che si conclude oggi, gli editori italiani capeggiati da Stefano Mauri e Alessandro Laterza hanno deciso di manifestare pubblicamente contro il disegno di legge sulle intercettazioni del Ministro della Giustizia Angelino Alfano.

All’iniziativa, collimata in una lettera pubblica in cui si precisa che il provvedimento potrebbe non garantire la libertà di stampa, hanno aderito tutti gli operatori del settore tranne Marina Berlusconi che per il padre amministra la Mondadori.

Secondo la nota ufficiale divulgata dall’ufficio stampa la casa editrice di Segrate difende in ogni libro la libertà di espressione che secondo gli altri editori, le cui produzioni virano sempre più sull’attualità politica italiana, non è garantita dall’attuale Governo.

Per quanto nobili possano essere le intenzioni della primogenita del Presidente del Consiglio questa dissociazione dall’intera realtà editoriale italiana colpisce poiché sembra di vedere un film già visto.

Mediaset, amministrata dall’altro figlio di Silvio Berlusconi, nemmeno un anno fa si dissociava da Sky realizzando con la RAI e Telecom Italia Tivù Sat, la piattaforma televisiva per il digitale satellitare.

Anche in quell’occasione chi di dovere si riempì la bocca di intenzioni. I fatti, su tutti quelli riguardanti i diritti sulla messa in onda delle partite che Conto Tv sta tentando di ottenere con l’aiuto di Mediaset, dimostrano il contrario.

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