La Cassazione concede l'estradizione di Lander Fernández


La Corte di Cassazione di Roma ha confermato l'estradizione dell'attivista basco Lander Fernández Arrinda che dal giugno 2012 si trova agli arresti domiciliari in Italia. In Spagna la notizia è stata accolta negli ambienti più conservatori e dalla stampa ufficiale con soddisfazione.

Il quotidiano El País si è subito affrettata a corredarla con un preciso "curriculum terroristico" di Fernández.

L'ipotesi di reato per cui è stata chiesta l'estradizione risale al febbraio del 2002, quando l'attivista, che secondo le autorità spagnole sarebbe collegato ad un organizzazione vicino all'ETA, avrebbe incendiato un autobus vuoto parcheggiato nei pressi di una fermata soppressa.

Le perplessità procedurali su tale richiesta sono molte: il reato secondo l'ordinamento giuridico italiano sarebbe stato già prescritto, il coinvolgimento di Lander Fernández sarebbe stato estorto al suo coimputato Aingeru Cardano, con metodi non proprio ortodossi, in regime di incomunicacion.

Infine, a giudicare Lander Fernandez sarà il tribunale non ordinario, Audiencia Nacional, dotato di una competenza indefinita, la quale si estende a reati come terrorismo, narcotraffico, commercio di armi, che possono essere individuati di volta in volta dal giudice.

L'ipotesi di reato sembra molto fragile e ha già prodotto una reazione di indignazione in Italia. Inoltre riapre la questione della detenzione e del trattamento carcerario degli indipendentisti Baschi. Già nel giugno del 2012 il comitato Un Caso Basco a Roma aveva lanciato un appello al Ministro Severino affinché si adoperasse per negare l'estradizione. Dopo la decisione della Cassazione, lo stesso comitato ha indetto oggi una manifestazione alle 17 al Colosseo.

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