Presidente della Repubblica: chi è Sabino Cassese?

L'outsider nella corsa al Quirinale

[caption id="attachment_76355" align="alignnone" width="586"] Sabino Cassese e GIorgio Napolitano[/caption]

Quella che ieri sembrava solo un'idea nelle ultime ore sta prendendo forma sempre più concretamente la possibilità che, almeno nei primi scrutini, il Pd cerchi di sparigliare le carte cercando la convergenza di centristi e Pdl sul nome di Sabino Cassese.

78 anni, nato ad Atripalda in provincia di Avellino il 20 ottobre 1935, è stato nominato giudice della Corte Costituzionale nel 2005 da Carlo Azeglio Ciampi, dopo una vita dedicata all'insegnamento e al buon funzionamento della macchina dello Stato. Proprio Ciampi è sempre stato un grande sponsor ed estimatore di Cassese: appena insediatosi come presidente, commissionò al futuro giudice costituzionale un'indagine sulle spese del Quirinale, i cui risultati non furono mai resi pubblici ma servirono ad avviare alcuni tagli. Stella e Rizzo anni dopo, ne "La casta", rivelarono alcuni dei numeri sbalorditivi di quell'indagine, da cui risultava che il Quirinale costava molto di più non solo della presidenza francese o tedesca, ma anche della monarchia inglese.

La collaborazione con Ciampi però risale al 1993, quando l'allora presidente del Consiglio nominò Cassese ministro della Funzione Pubblica nel suo governo tecnico. In 15 mesi, Cassese varò oltre 120 regolamenti, tesi soprattutto a semplificare e migliorare la macchina della Pubblica amministrazione. Tra le altre cose si occupò di razionalizzazione dei ministeri, dimezzamento dei permessi sindacali, riduzione dei certificati, liberalizzazione del mercato del pane (i panificatori scesero in piazza al grido di "Cassese affama gli italiani). Provvedimenti che aprirono la strada alle riforme portate avanti dai suoi successori fino a oggi.

Non è mai stato parlamentare, ma nel corso degli anni è stato nel Cda di Autostrade e Lottomatica, nel consiglio generale delle Generali e presidente del Banco di Sicilia. Non è mai stato iscritto a nessun partito, anche se può essere considerato un liberale laburista, ma le sue strade si sono incrociate diverse volte con quelle di Silvio Berlusconi: nel 2010 scrisse sul Corriere una severa critica ai commissari delle Antitrust nominati dal centrodestra Guazzaloca e Pilati, ricordando che i membri delle Authority dovrebbero essere indipendenti; da giudice della Consulta fece delle puntuali osservazioni contro la legge sul legittimo impedimento, e il prossimo 23 aprile (se non verrà eletto al Quirinale) sarà proprio Cassese il relatore del conflitto d'attribuzione presentato dall'ex premier contro il tribunale di Milano per la vicenda dei diritti Mediaset.

Ottimo il suo rapporto con Napolitano, al cui fianco si è schierato nella vicenda del conflitto d'attribuzione con la procura di Palermo per le intercettazioni delle telefonate con Mancino. All'estero il nome di Cassese è forse più noto che in Italia: ha insegnato diritto amministrativo in molte università americane, ha collaborato con l’Ocse ed è stato presidente dell'European Group of Public Administration.

Foto Quirinale.it

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