Ore 12 Le tre carte "segrete" di Berlusconi ...

altroIl governo di “unità nazionale”, bocciato e addirittura dileggiato dai due maggiori partiti, rientra dalla finestra, nel Pd e anche nel Pdl.

In particolare, la crisi del partito del “predellino”, i contraccolpi della nuova Tangentopoli e la imminente stangata vicino ai 30 miliardi, spinge lo stesso Premier a cercare nuove vie d’uscita.

Le ipotesi di Berlusconi sono tre e partono dalla propria “insostituibilità”, nella veste di “vittima” perché “tradito” dai “corrotti”.

La prima ipotesi: lanciare direttamente un appello all’unità nazionale, cacciar via i responsabili delle malefatte, imbarcare Casini nel governo, tendere la mano anche al Pd per partire con alcune riforme. Quindi, un rimpasto di governo, nuova maggioranza senza però intaccarne le fondamenta, a cominciare dalla leadership.

La seconda: di fronte alla situazione che può precipitare, il Cavaliere sbaracca il gioco, puntando su una nuova maggioranza, con un nuovo governo “fuori dai partiti”, ma sempre guidato da se stesso.

La terza: elezioni politiche anticipate, al massimo entro la primavera del 2011, puntando al plebiscito e alla repubblica presidenziale.

Insomma, Berlusconi sente mancargli il terreno sotto i piedi. Sa che ferve un lavorio “trasversale” (Udc, Pd, Fini, non pochi ex democristiani del Pdl, settori della società civile ecc.) per far saltare il tappo alla bottiglia, costringere l’esecutivo alle dimissioni, andare alle Camere per trovare i numeri per un governo “unitario”, di transizione, ma con Berlusconi definitivamente “fuori”.

In un sol colpo, addio a Berlusconi e al bipolarismo Made in Italy e stop a Bossi. Se son rose, fioriranno. Ma il “grande trasformista”, più volte dato per spacciato, è sempre risorto.

Intanto il Paese soffoca sotto la crisi morale ed economica. E a pagare sono sempre gli stessi.

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