Ucraina: dalla rissa in Parlanento alle mosse di Yanukovych

jeremy druker tolorgContinua la collaborazione tra polisblog.it e Jeremy Druker di tol.org: stavolta torniamo indietro di qualche settimana, vi ricordate del parlamento ucraino traformato in Fight Club? Jeremy vi spiega perché è successo...

Vi ricordate della rissa nel parlamento ucraino di alcune settimane fa? Grandi momenti di comicità, un evento memorabile: lanci di uova, fumogeni, sabotaggio delle macchine per il voto con colla, e anche qualche pugno in faccia. Nel caso ve lo foste perso ai tempi, si trova facilmente su youtube.

Poco o per nulla approfonditi però, sono stati in Italia i motivi di quella rissa. Come mai l'atmosfera era così tesa? Su questo punto c'è poco o nulla da ridere. Il prolungamento della concessione di una base militare in Crimea alla flotta russa, per altri venticinque anni. Il tutto, allo scopo di ottenere un taglio nei prezzi del gas russo, non certo a titolo gratuito.

Nell'aprile scorso il presidente ucraino, Viktor Yanukovych ha firmato a sorpresa l'accordo, negoziato in segreto, e le scene viste nel parlamento ucraino sono proprio la conseguenza della diffusione della notizia tra gli uomini del governo, precedentemente all'oscuro. Non l'hanno presa bene.

Per buona parte degli ucraini infatti, si trattava dell'ennesima conferma che il loro Paese stesse tornando nell'orbita russa, nel caldo abbraccio di Mosca. In prima linea, a portare la voce degli scontenti, l'ex primo ministro Yulia Tymoshenko, che ha definito l'accordo "un vergogna e un tradimento senza precedenti".

L'ex speaker Arseniy Yatsenyuk è stato ancora più diretto "Questa è una battaglia per l'Ucraina. Oggi dobbiamo decidere se l'Ucraina è davvero uno Stato indipendente, o semplicemente un territorio con un esercito, una bandiera e dei confini, ma privo di una voce in capitolo sulle questioni internazionali".

Effettivamente Yanukovych non ha lavorato molto bene - malgrado fosse uno dei suoi cavalli di battaglia elettorali - per quanto riguarda i rapporti tra est e ovest e tra Ucraina e Russia. Inoltre la sua decisione di invitare il patriarca di Mosca Kirill alla sua cerimonia di insediamento, ha irritato i nazionalisti ucraini e infiammato le tensioni religiose.

Inoltre, Yanukovych ha puntato su alcuni ministri ritenuti troppo vecchio stile, e troppo vicini a Mosca che hanno diviso gli elettori. Per fare un nome, il ministro della Scienza e dell'Educazione Dmitro Tabachnyk: un suo articolo pubblicato sull'Izvestia l'anno scorso, fece infuriare molti Ucraini.

Secondo il ministro, la parte occidentale del Paese, "non ha praticamente nulla in comune con quella della Grande Ucraina, né per la mentalità, né per la religione, né per la lingua". Una delle prime mosse del ministro fu l'eliminazione del test di ucraino per accedere all'università: gli studenti scesero in piazza a protestare.

Più recentemente, altri litigi tra Yanukovich e la Yushchenko, hanno riportato in primo piano il genocidio di milioni di ucraini durante la carestia degli anni '30 del secolo scorso. Secondo Yanukovich è scorretto chiamarlo genocidio, visto che ne soffrirono anche i sovietici. A suo dire, non ha senso tirare in ballo un altro Stato sulla vicenda.

Ma sarebbe troppo facile bollare Yanukovych come un entusiasta filo russo che non vede l'ora di rientrare insieme all'Ucraina nell'orbita dell'ex Urss. In questi mesi ha tenuto una porta aperta all'Unione Europea, e fin dal 2006 si è impegnato a rinforzare le relazioni con Eurolandia. Val la pena di ricordare anche il suo primo viaggio ufficiale: a Bruxelles, non a Mosca.

In un recente memorandum tramsesso al Consiglio Europeo, l'esperto di Europa Centrale Andrew Wilson ha però affermato che Yanukovych potrebbe diventare una specie di Richard Nixon ucraino


Proprio come le credenziali anticomuniste e antisovietiche aprirono a Nixon le porte della Cina, allo stesso modo i legami di Yanukovych con Mosca e il consenso che riscuote tra la popolazione ucraina di lingua russa, potrebbe aprire all'Ucraina un'epoca di stretta collaborazione con l'UE

Forse Yanukovych non apprezzerà il paragone con Nixon, ma è decisamente meglio di essere accusato di tradimento e di avere svenduto la nazione.

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