I vertici della Polizia condannati in Appello per l'irruzione alla scuola Diaz durante il G8 di Genova

"Non si possono dimenticare le terribili ferite inferte a persone inermi, la premeditazione, i volti coperti, la falsificazione del verbale di arresto dei 93 no-global, le bugie sulla loro presunta resistenza. Nè si può dimenticare la sistematica e indiscriminata aggressione e l'attribuzione a tutti gli arrestati delle due molotov portate nella Diaz dagli stessi poliziotti".

No, non si possono dimenticare, come ricorda giustamente il procuratore generale Pio Machiavello, le violenze e le prevaricazione di cui furono vittime gli attivisti attaccati mentre dormivano all'interno della scuola Diaz di Genova, durante il G8 del 2001 quando, mentre i veri devastatori rimanevano stranamente liberi di agire, i plotoni dell'antisommossa si accanivano sui ragazzini, sugli scout, sugli studenti e sui cortei autorizzati dalla Questura. Uno dei funzionari di polizia imputati per quei fatti, Michelangelo Fournier, definì in Aula la scena che gli si era parata davanti una "macelleria messicana"

E la sentenza di Appello che vede condannati tutti i vertici della polizia inquisiti per le violenze della scuola Diaz, assolti in primo grado, servirà forse a fissare bene nella memoria quei giorni e quei comportamenti indegni: le condanne vanno da 3 anni e 8 mesi e i 4 anni, unitamente all'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. Nel complesso le pene superano gli 85 anni. In totale sono stati condannati 25 imputati sui 27.

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