Rassegna stampa estera: l’Italia tra crisi economica e corruzione


La crisi della Grecia e quella dell’euro hanno dominato le pagine dei principali giornali europei in questi ultimi giorni. E analogamente a qualche settimana fa, non sono mancate le testate che si sono concentrate sul caso italiano. E’ quello che ha fatto ad esempio Der Spiegel, tracciando un quadro in chiaroscuro:

L’Italia ha il più grande debito pubblico di tutti i Paesi dell’euro-zona – e rischia di fare la stessa fine della Grecia. Il governo di Roma non vuole però per nessuna ragione essere annoverato tra i candidati alla bancarotta: il paese va benissimo, afferma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. (..) La maggior parte dei politici e dei giornalisti condivide l’ottimismo. Altrove forse si parla di PIIGS – cioè dei cinque paesi in bilico tra quelli dell’eurozona. Ma i giornali italiani, semplicemente, tolgono una I

Cosa avrebbe da spartire l’Italia con Portogallo, Irlanda, Spagna e Grecia, si domandano. In effetti alcuni dati sembrano dimostrare che il Paese non vada poi così male (.. )Il successo è merito soprattutto del Ministro dell’Economia Tremonti: dallo scoppio della crisi si è sempre rifiutato di dare il via a programmi di stimolo della congiuntura. La sua risposta standard è che non ci sono i soldi per farlo. E, soprattutto, che gli italiani dovrebbero essere contenti che finora non siano stati attuati programmi di tagli e che le tasse non siano aumentate. Ma questo potrebbe ancora succedere prima o poi (..) L’opposizione accusa Tremonti di esagerare con il suo zelo nel risparmiare. Già prima della crisi globale, infatti, l’Italia arrancava in una lunga fase di stagnazione. Dalla metà degli anni ‘90 il paese cresce di un misero 0,8% all’anno – la metà della media europea. Altrettanto irrisori sono i valori della crescita della produttività. L’Italia è sempre un importante paese industriale, ma la maggior parte dei profitti viene generata nei settori cosiddetti “tradizionali”: moda, arredamento o generi alimentari. Nei settori del futuro come farmacia, biotecnologie, informatica, il paese è afflitto da gravi carenze. Per colmare il gap in questi settori, bisognerebbe dare il via ad un’enorme offensiva nel campo dell’istruzione e della ricerca. Ma l’Italia spende in ricerca e sviluppo appena l’1% del PIL (la Germania il 2,5%), e continua a risparmiare duramente anche in questi ambiti. Ma, al momento, tutto questo non viene percepito dall’opinione pubblica italiana. Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, così come il suo ministro dell’Economia Tremonti, punta sull’ottimismo come strumento di politica economica. Solo i “disfattisti” parlano sempre della crisi, si lamenta continuamente Berlusconi, mentre in realtà il paese va benissimo. Fino ad oggi il messaggio ha funzionato: le elezioni regionali del 28 marzo 2010 hanno decretato un altro evidente successo dei partiti di governo

Sempre in Germania Die Welt si è concentrata sul processo sui derivati che si è aperto a Milano:

E’ il primo processo penale al mondo a carico di banchieri in relazione alla vendita di derivati alle amministrazioni comunali. Un processo esemplare. Molte amministrazioni, non solo in Italia ma anche a livello internazionale, sono rimaste scottate dai derivati – e molte minacciano di intraprendere azioni legali nei confronti delle banche. (..) Molte amministrazioni comunali in Italia si sono messe nei guai con i derivati. In molti casi intendevano intascare, grazie a queste operazioni, anticipi lucrosi. Domenico Siniscalco, ex ministro dell’Economia, già nel 2004 aveva definito questi strumenti finanziari “droghe pesanti”. Tullio Lazzaro, presidente della Corte dei Conti, poche settimane fa ha biasimato gli amministratori locali per aver scaricato i debiti sulle generazioni future. Dalla metà del 2008 alle municipalità è vietato concludere nuovi contratti contenenti derivati. Secondo le stime, le amministrazioni comunali in Italia hanno assicurato un quarto delle loro obbligazioni con derivati. Oltre la metà dei comuni coinvolti registra delle perdite da questi contratti (..). La Banca d’Italia stima queste perdite in 2,5 miliardi di euro

Il brasiliano Carta Capital ha invece puntato il dito contro un'altra fonte di spreco di risorse nel contesto italiano: la corruzione.

La Corte dei Conti italiana ha calcolato che il costo della corruzione nel paese raggiunge quota 60 milioni di euro. E´ una rivelazione importante nel momento in cui si parla di una nuova Operazione Mani Pulite. (..) Il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha presentato le dimissioni, dopo aver modificato per tre volte la sua versione sull´acquisto per pochi spiccioli di una casa a Roma con vista sul Colosseo (..). Al momento dell´abbandono Scajola ha lanciato la sfida: “Se i miei avvocati scopriranno che il pagamento è stato fatto da sconosciuti annullerò il contratto di acquisto”. Immediatamente gli italiani si sono mobilitati, tra l’altro con annunci sui giornali, affinché i magnati che hanno comprato il grande appartamento all´ex ministro facessero lo stesso con loro. Ad oggi non hanno ricevuto risposta. Mani Pulite 2 potrebbe coinvolgere gran parte della classe politica italiana soprattutto se sono vere le voci che circolano nei corridoi del Parlamento: altri quattro ministri sarebbero coinvolti in un ampio sistema di corruzione che comprende tra l’altro noti imprenditori,costruttori, lobbisti e membri delle alte sfere del Vaticano

Sempre in Brasile, Terra Magazine ha constatato che sebbene “Accerchiato dagli scandali, Silvio Berlusconi è ancora popolare

Durante una cena con un gruppo di senatori del Partito delle Libertà (PdL) Berlusconi ha illustrato la propria tesi su un complotto esterno contro di lui. (..)I suoi principali alleati sembrano scettici nei confronti di questo teorema. (..) I media nazionali annunciano che fatalmente il governo imploderà approdando ad elezioni anticipate. Ma nessuno dei protagonisti della vita politica sembra interessato ad una nuova chiamata alle urne tre anni prima della fine del mandato parlamentare. Berlusconi teme che il suo partito perda voti a favore degli alleati della Lega Nord; la Lega Nord preferisce aspettare ancora un po’ per incassare almeno una riforma federalista prima delle nuove elezioni; il nemico-amico Fini sa che è ancora presto per proporsi come nuovo leader della destra italiana. E l’opposizione di sinistra ha una sola certezza: il fatto che incasserà una nuova sconfitta elettorale

Anche lo svizzero Le Temps si è concentrato sulle conseguenze più prettamente politiche di questa raffica di scandali:

Per Silvio Berlusconi queste dimissioni sono imbarazzanti per più ragioni. Da un lato, lo priva di uno dei suoi più fedeli luogotenenti e responsabili del PdL. Dall’altro, mette in crisi i delicati equilibri all’interno della maggioranza, nel momento in cui il suo alleato populista della Lega Nord, che è uscito grande vincitore dalle elezioni regionali di marzo, rivendica maggiori poteri. E questo sotto gli occhi contrariati di Gianfranco Fini, il presidente (PdL) della Camera dei deputati che è entrato in [una fase di] opposizione frontale contro Silvio Berlusconi

I possibili sviluppi in ambito vaticano dei casi di corruzione legati ad Anemone sono stati messi in evidenza di nuovo da Terra Magazine:

Secondo l’indagine, il costruttore Diego Anemone usava un prelato, don Evaldo Biasini, come prestanome-amministratore. Con lo scopo di occultare il denaro che, una volta riciclato, serviva per pagare i corrotti. La cassa, contenente oltre 1 milione di euro, era quella della Congregatio Missionariorum Pretiotissimi Sanguinis. Circa 50 assegni inviati da Anemone, a titolo di falsa beneficenza, sono stati trovati nella cassaforte della Congregazione. Il gestore nonché unico possessore della sua chiave, era don Evaldo Biasini. Un altro prelato sospettato di far parte della cricca o di essere un mero prestanome è Francesco Camaldo, incaricato di mettere la calotta sulla testa di papa Benedetto XVI durante le messe e di occuparsi dei paramenti papali. (..) Dopo lo scandalo Appaltopoli, la popolarità di Berlusconi è caduta di 8 punti percentuali. Quindi il premier si è preoccupato di defilarsi prima che il suo nome apparisse come scudo dei corrotti. Quanto a Papa Ratzinger, per il momento non ha ancora detto niente. Si pensa che monsignor Camaldo, come successe in Brasile con il segretario Romeu Tuma Júnior, se ne andrà in ferie fino a quando tutto sarà chiarito. Quanto all’ottantenne don Biasini, della Congregatio Missionariorum Pretiotissimi Sanguinis, che il Signore abbia pietà della sua anima

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