Sorpresa: asse Lega-Di Pietro e il federalismo demaniale passa in commissione


L'alleanza che non ti aspetti, condita da sorprendente conferenza stampa comune (nel video introduttivo) ha prodotto il facile passaggio in commissione bicamerale del cosiddetto federalismo demaniale. Il leader Idv Antonio Di Pietro e il ministro Roberto Calderoli si sono poi presentati insieme davanti ai giornalisti per illustrare il provvedimento, e Di Pietro ha tenuto anche a stigmatizzare l'atteggiamento del Pd, che astenendosi non ha preso veramente posizione.

Si prepara così un'inimmaginale saldatura tra due forze politiche sempre apparse lontane come il giorno e la notte. Prove di post-berlusconismo in atto? Chissà. Intanto però la Lega incassa un sì di peso a uno dei provvedimenti apripista del federalismo reale, mentre Bossi sottolinea che "anche la sinistra ci ha dato una mano".

Ma che cos'è questo federalismo demaniale? Ve lo spieghiamo brevemente. Lo stato trasferisce agli enti locali tutti i beni del demanio a titolo gratuito, con l'impegno di valorizzarli. Ne restano fuori i fiumi e i laghi che attraversino più regioni, fatto salvo un accordo tra le stesse, tutte le reti stradali e i beni di proprietà del Senato e della Camera (più il Quirinale), piattaforme petrolifere, gas e affini.

Il patrimonio idrico marittimo, pur trasferito, sarà inalienabile. Spiagge, laghi e fiumi non potranno essere venduti e in caso di concessione una quota dei proventi dei canoni. andrà alle province.

In commissione si è registrato il voto a favore del centrodestra più l'Idv. Astensione del Pd, e voto contro della sola Udc, che come sempre quandi si tratta di federalismo si è mostrata fortemente critica.

La riforma, ha tenuto a precisare il relatore La Loggia (Pdl) è assolutamente a costo zero, anzi alal lunga prevederebbe dei ricavi da parte dello stato.

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