Festival di Cannes: Elio Germano miglior attore stronca la classe politica italiana


È un grande risultato per il nostro cinema la palma di miglior attore (ex-aequo) a Elio Germano al Festival di Cannes 2010. Ricordiamo che ben pochi artisti nostrani si sono potuti fregiare di questi titolo, e se vi facciamo due nomi già capite a cosa mi riferisco: Marcello Mastroianni e Gian Maria Volontè.

Della parte spettacolare si occupa come sempre il nostro Cineblog. A noi invece preme esaminare la dedica di Germano, che sul palco della premiazione ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Dedico questo premio all’Italia e agli italiani che fanno di tutto per rendere il paese migliore nonostante la loro classe dirigente”

Evidente il siluro ai nostri politici. Ma siamo proprio sicuri che la frase si riferisse a Bondi che si è rifiutato di presenziare al festival per via dell'antitalianità del Draquila della Guzzanti? E anche nel caso, vogliamo entrare un po' nello specifico e analizzare il valore della nostra "classe dirigente" indipendentemente dallla sua collocazione politica?

Quasi tutti gli esecutivi di governo nazionale e locale sono in mezzo agli scandali: sinistra, destra e centro. Il nepotismo è pratica comune, dalla Lega di Bossi Jr all'Idv del figliolo faccendiere di Di Pietro. La tv nazionale e privata è imbottita di "figli di", se persino il grande nemico Mediaset annovera tra le sue file la figlia di Scalfari, nientemeno.

E vogliamo parlare dei big dello spettacolo? Registi, attori, musicisti... tutti da sempre legati al carro della sinistra e dell'opportunismo gramsciano (già denominato egemonia culturale) perchealtrimentinonsilavora. E ora vengono loro a fare la morale al paese?

E no signori. Potreste anche avere ragione, ma prima guardate in casa vostra. Se gente come Jovanotti - disprezzata dai più (ricordate i cori "chi non salta è Jovanotti"?) finché non ha deciso indossare la maglietta cubana e fare il pasdaran - si è trasformata improvvisamente in guru intoccabile della musica, avete capito in che paese vivete.

Il paese del qualunquismo. Di cui oggi Elio Germano è "Lo Re".

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