Ore 12 - Stangata: Berlusconi teme l'effetto boomerang. E l'ondata di ... Bossi

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Cercherà di indorare la pillola in tutti i modi, il presidente del Consiglio, per convincere che la manovra non è una “mazzata” e che, stante la crisi internazionale, meglio di così non si poteva fare.

Silvio Berlusconi ha bocciato la prima “manovra” proposta da Giulio Tremonti perché “indigeribile” e utile soprattutto per assicurare a Umberto Bossi quanto basta per far partire il federalismo fiscale.

Il Pdl perde colpi e consenso e questa “stangata”, oltre che impopolare (specie per sanità, pensioni, statali), dà un altro pesante giro di vite a danno del ceto medio e dei lavoratori autonomi, quindi proprio contro il “mercato” di riferimento del Pdl, cioè gli elettori del Cavaliere. In altre parole, il premier dirà che non è stato capito, strumentalizzato dai media e dall’opposizione (a proposito, chi l’ha vista?), che anzi ha fatto l’impossibile per non obbligare gli italiani ad una purga da .. . cavallo.

Berlusconi è preoccupato di “pagare dazio” e di lasciare mano libera alla Lega di “lotta e di governo”.

Se si votasse oggi, il Carroccio, oltre a fare il pieno al Nord, supererebbe il 13 per cento su scala nazionale (dall’8,3% delle politiche 2008), mettendo al guinzaglio il partito del “predellino”, in discesa libera.

Intanto il deficit pubblico schizza oltre il 5% del Pil. Di riforme nemmeno parlarne. Quindi la manovra è solo un “tappabuchi”, un’altra (dolorosa) aspirina per rinviare (di poco) la dipartita del “caro estinto”.

Sarà davvero dura, per Berlusconi, scamparla. Agli italiani non resta che metter mano al portafogli. Per forza.

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