Speciale manovra economica parte prima: i tagli di spesa


Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato la bozza di manovra elaborata dal ministro all'Economia Giulio Tremonti. Le tensioni sono state vivissime, al punto che lo stesso Premier Berlusconi è apparso estremamente irritato di fronte alla rigidità del "nuovo divo" Giulio. Ma Tremonti è andato avanti per la sua strada secondo il classico concetto di lacrime e sangue, ma questa volta non sul fronte delle tasse ma dei tagli strutturali e di spesa.

Abbiamo diviso la manovra in tre parti per illustrarla al meglio. Cominciamo dal cuore vero dei provvedimenti: i tagli di spesa.

Stipendi dei politici. Saranno tagliati del 10% gli stipendi di tutti i ministri e parlamentari, ma attenzione: solo nella parte eccedente gli 80.000 euro annui. Se per esempio guadagneranno 100.000, il taglio riguarderà il 10% di 20.000 (2.000 euro). Misura deludente, spiace dirlo.

Quirinale. Sforbiciata anche alle spese della Presidenza della Repubblica.

Alti dirigenti pubblici
. Ridotte le loro retribuzioni e anche le dotazioni ministeriali (-8-10%). Dimezzate le spese per eventi e pubblicità e in generale, congelamento degli stipendi fino al 2013.

Blocco stipendi della Pubblica amministrazione. Tutti i dipendenti della P.A. avranno retribuzioni blocccate per 4 anni, fino al 2013.

Rimborsi elettorali ai partiti. Dimezzati da 1 euro a 0,50 centesimi per voto.

Enti locali. Le regioni dovranno tagliare 10 miliardi di euro in due anni. Comuni e province 3,5.

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