Belpaese, ultimo vagone del treno Europa. Giovani a ... "piedi". Lo dice l'Istat

Il ministro “tascabile” Renato Brunetta (espressione sintetica del governo Berlusconi) li aveva … graziosamente ma impietosamente etichettati: “bamboccioni”, emulando maliziosamente il collega del governo Prodi, Padoa Schioppa.

Cioè, più o meno scansafatiche alle prime rughe, nullatenenti, nullafacenti, nulla volenti, figli (spesso spilungoni con l’I Pod saldato all’orecchio con … l’orecchino) di papà e mammà, davanti al pc a chattare. Una generazione persa.

Già, stando agli ultimi dati dell’Istat, proprio una generazione persa. Ma per colpa di chi?

Il peso della crisi (economica ma non solo) grava soprattutto sui giovani: i “bamboccioni” sono triplicati dal 1983 con punte elevatissime nell’ultima fase.

Oggi, oltre due milioni non lavorano, non studiano, non si formano. Non solo, la prospettiva è allarmante. A pagare il disastro economico degli ultimi due anni sarà soprattutto la fascia 15-29 anni. Oltre 1,7 milioni fra i 15-29 non usa il computer, il 43,6% non legge. Per mancanza di denaro, non di volontà.

L’esclusione sociale inizia presto. Siamo oramai l’ultimo “vagone” dell’Europa. I giovani sono costretti a "terra", mentre i treni passano.

Pezzo dopo pezzo, crolla l’impalcatura del “berlusconismo”. L’Italia di “cartapesta” di “casta e cricche”, si sta sgretolando.

La crisi economica si supererà. Ma i danni “culturali” lasceranno il segno molto a lungo. Il solco dei “disvalori” è profondo. La risalita sarà dura.

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