Berlusconi: da Mussolini alla Marcegaglia

berlusconi dittatore grande mussoliniGiornate onestamente bizzarre: ieri Silvio Berlusconi ha intasato al solito il sistema dell'informazione, con un paio di news che noi abbiamo saggiamente scelto di ignorare. In un caso si lamentava di non avere i poteri di Mussolini. Cosa puoi dire a un uomo del genere? Augurare a lui e tutti i suoi sodali di rinascere ebrei, magari a Roma il 16 ottobre 1943?

O di rinascere e poi crepare torturati dalla X-Mas? E' meglio il silenzio, è meglio ignorarlo uno così. Io vorrei che anche i grossi quotidiani iniziassero a ignorarlo, un uomo che si nutre di consenso e di applausi, se lo si lascia solo, muore. Avete visto il gelo di ieri in Confindustria? "Volete che Emma diventi ministro?". La platea amica, non ha apprezzato il cazzeggio di SB:

Ma io direi: Come vedreste la nostra presidente di Confindustria di fianco al presidente del Consiglio come ministro?". Nessuno ha alzato la mano. A questo punto Berlusconi ha rapidamente virato verso la conclusione del suo intervento

Ed è stato il gelo...

Un gelo da cespuglio rotolante da momento di imbarazzo, in puro stile western: tre manine alzate tre. Daniele Sensi - oggi oggetto di uno strano equivoco su Il Fatto: Furio Colombo l'ha scambiato per... bé leggete e fatevi un'idea - segnala un post notevole di Federica Sgaggio, sul tema Berlusconi e poteri mussoliniani, vediamolo.

Nel quote qui sotto i primi tre paragrafi del post, ampiamente condivisibile, il resto lo trovate sul suo blog:


Non è che mi stupisca, in sé, la citazione di Mussolini. L’uomo mi par capace di far di peggio. Quel che mi sembra un segnale esiziale di novità è l’imprevedibile accostamento dell’aggettivo «grande» al sostantivo «dittatore»; l’ennesimo scivolamento del senso delle nostre parole.

Nel generale slittamento dei significati, prima di questo bipede eversore nessuno aveva ancora mai osato implicare con noncuranza che un’identità così fortemente contrassegnata da un’aura negativa come quella del dittatore potesse essere ribaltata da un aggettivo così inequivocamente positivo come «grande».

Qui non c’è una rivalutazione storico-critica del periodo fascista in senso revisionista: qui c’è, semplicemente, la stessa pigra protervia con la quale costui sostenne in tv che la sinistra – incredibile, eh? – pretende di utilizzare la tassazione per redistribuire il reddito (come se la tassazione potesse avere un altro senso qualunque) e dare uguali opportunità al figlio dell’imprenditore e al figlio dell’operaio.


Sono mesi che a leggere Repubblica sembra che "il caimano stia dando gli ultimi colpi di coda" e per questo sia ancora più pericoloso del solito, ma non è così. A leggere Curzio Maltese sembra sempre che dopodomani cada il governo, Berlusconi scompaia, non si debbano più sentire dichiarazioni come quella che vi segnalavo in apertura.

Lamentarsi di non avere i poteri di un dittatore, anche scherzosamente - ma cosa c'è da scherzare poi, Dio mio, cosa c'è da scherzare su una roba del genere... - fa il paio con la, a mio giudizio disgustosa iniziativa editoriale di Libero, di regalare i discorsi del Duce.

La prima volta che ho sentito quella pubblicità su Radio24 mi sono detto: ok, basta, non vi ascolterò mai più neanche per caso. Onestamente, non tira una bella aria: ma voi vi ricordate dell'ultima volta che era stata buona?

Foto | Flickr

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