Ore 12 - Industriali double-face. Non applaudono più Berlusconi, ma non lo mollano. Perchè?

altroBelpaese di furbi e di furbate! Prendete la parte “seria” della classe dirigente d’Italia, Emma Mercegaglia.

Il presidente di Confindustria, davanti a 3000 imprenditori, rifiuta il posto da ministro (a proposito, a quanta gente fin qui Berlusconi ha offerto un “suo” ministero?) proposto dal Premier …”gelato” in sala (che figura!...), chiede una assise tra imprese e sindacati per concordare un patto di crescita, lancia l’unità nazionale invitando maggioranza, opposizione e parti sociali a remare tutti nella stessa direzione.

Bene. Ma. C’è l’altra faccia della medaglia. Emma, pur con qualche puntino sulle “i”, plaude alla manovra del governo. Perché?

Semplicemente questo Governo del “fare” (i danni), agli industriali non chiede nessun sacrificio e continua a spremere come limoni ammosciati i lavoratori, i pensionati, il ceto medio più basso.

Addirittura, tanto per … “farsi carico” dei tempi duri, Mercegaglia critica il Governo invitandolo a “torchiare” di più la spesa pubblica. Cioè a sforbiciare sul welfare, lasciando in mutande i comuni, costretti poi a non erogare servizi indispensabili alla parte che già sta messa peggio e non sa più a che santo votarsi per tirare a campare.

Mentre i “furbi” prolificano, non scuciono un euro e, come i Grand Commis di Stato, ingrassano intascando ignobili e opache prebende. Per non parlare della lista svizzera degli evasori, per metà composta da imprenditori, e delle mille nefandezze quotidiane da Repubblica delle banane.

Burlusconi, per gli imprenditori, non è più il … più amato degli italiani. E non ridono neppure più alle sue battute (pessime).

Ma tanti tifano ancora per il Cavaliere. Che mette le mani in tasca, ma sempre in quelle degli altri.

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