Rassegna stampa estera: le intercettazioni e il caso Santoro


Mentre la legge sulle intercettazioni sembra correre (non senza intoppi) verso la sua approvazione, i media stranieri non hanno certo spento i riflettori sulla vicenda, alla quale avevamo già dedicato una rassegna stampa qualche settimana fa.

Come prevedibile, le reazioni delle testate d'oltralpe sono prevalentemente negative - esattamente come quelle dei giornali nostrani. Ad esempio negli USA CBS news ha dato grande rilievo alle dichiarazioni dell’assistente procuratore generale Lanny Breuer, responsabile della divisione criminale del Dipartimento di Giustizia, titolando "Chi lotta contro la mafia in Italia teme la legge sulle intercettazioni":

“Da un punto di vista di pubblico ministero, non vogliamo che succeda nulla” che possa ostacolare gli italiani dal fare il proprio lavoro nel combattere il crimine organizzato, ha affermato Breuer. Ha definito le intercettazioni “una parte essenziale” di tali indagini. I PM siciliani ritengono che la legge renderebbe quasi impossibile catturare mafiosi latitanti o scoprire i loro crimini. I politici critici verso Berlusconi sostengono che il magnate dei media, i cui affari hanno portato a diverse indagini per corruzione e altri reati contro di lui, stia curando i propri interessi. Il premier, che nega ogni accusa, afferma che vuole di volere la legge per proteggere la privacy di tutti i cittadini

Lo spagnolo El Pais ha da parte sua informato i suoi lettori che "L’Italia pensa alla galera per i giornalisti che pubblicano le intercettazioni di una indagine"

Nel paese transalpino il clima si inasprisce all’avvicinarsi della nuova norma. I sindacati dei giornalisti sono mobilitati da mesi. I magistrati antimafia temono di vedere pregiudicato il lavoro di anni. La comunità degli internauti lancia messaggi di indignazione e scoramento. Più di 76.000 persone hanno firmato una lettera a favore della libertà di informazione promossa da giuristi e costituzionalisti. Ciònonostante il Popolo delle Libertà, guidato dal Cavaliere, sta respingendo tutti gli emendamenti presentati dall’opposizione, che definisce il nuovo decreto “legge bavaglio”

Il giornale del centro-destra francese Le Figaro si è invece concentrato sulla vicende del possibile stop ad Anno Zero, titolando "Berlusconi ottiene la testa di un giornalista":

Santoro, vero e proprio animale da palcoscenico, è un giornalista di 51 anni originario di Salerno e un vecchio militante maoista. Ama organizzare la sua scena come un ring da boxe: invitati strigliati, reportage choc, commenti sovversivi come quelli del polemista d’estrema sinistra Marco Travaglio (sic), caricaturisti accaniti come Vauro, i cui i disegni rendono furioso il presidente del Consiglio. E come gran finale dibattiti tempestosi e un tono aggressivo e schernitore. Il potere ha cercato con tutti i mezzi di imbavagliare Santoro, accusandolo di essere “fazioso”. Già nell’aprile del 2002, irritato da una puntata di Santoro che lo accusava di aver fatto fortuna mediante il riciclaggio del denaro della mafia, il presidente del Consiglio lo aveva incolpato di fare “un uso criminoso” della televisione di Stato

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