Tirava aria di golpe. L'Italia fra i "disastri" di ieri e di oggi

Il coperchio sollevato dal presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi scopre un pentolone colmo di uno “spezzatino” dell’Italia che “puzza”, aprendo inquietanti interrogativi.

L’ex capo dello Stato rivela che nel ’92-’93, la nuova fase delle bombe di mafia, l’Italia rischiò il colpo di Stato. Manca il “chi”, “come” e “perché”.

Ma le parole dell’ex presidente della Repubblica gettano un’altra ombra sulle torbide vicende di quegli anni. Perché Ciampi ha taciuto per 20 anni? Perché adesso parla?

Come sempre, la politica degli avvoltoi si getta sul pasto “succulento” per strumentalizzazioni di parte. Il Governo, i partiti, le istituzioni, non possono fare come lo struzzo.

Ci sono fatti di pertinenza della magistratura. Ma soprattutto ci sono fatti gravissimi di carattere politico che impongono risposte politiche. E’ giunto il momento che il Parlamento intervenga direttamente con una inchiesta parlamentare.

Non c’è da avere molta fiducia nelle inchieste parlamentari, specie con un parlamento come questo. Ma è l’unico modo per tentare di fare luce su uno dei momenti più “torbidi” della storia repubblicana.

Gli italiani devono sapere cosa è successo allora. Per capire cosa sta succedendo oggi.

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