Esteri: Freedom Flotilla assaltata, 9 morti, la ricostruzione dei fatti

Medio Oriente: truppe israeliane attaccano la Freedom Flotilla diretta a Gaza. Nove morti tra gli attivisti. Le autorità israeliane sono state di parola. Venerdì vi avevamo parlato della Freedom Flotilla: la flotta di sei navi (battenti bandiere di vari Stati) cariche di pacifisti e aiuti umanitari e diretta verso la Striscia di Gaza. L’esercito israeliano aveva minacciato di fare ricorso all’uso della forza per impedire alle navi di rompere il blocco navale imposto a Gaza dal 2007. Così è stato.

Alle quattro del mattino truppe scelte del Shayetet 13 (un commando della marina israeliana) hanno assaltato la flotta. Un comunicato degli attivisti a bordo delle navi parla di un vero e proprio arrembaggio condotto in acque internazionali. Il bilancio fornito dalle autorità israeliane è di almeno nove morti e diverse decine di feriti tra i pacifisti.

Le forze armate israeliane (IDF) confermano il dato e sostengono di essere state costrette a rispondere al fuoco aperto dai manifestanti. In particolare i militari hanno dato l’assalto alla turca Mavi Marmara, l’imbarcazione più grande della flotta.

Secondo i militari, gli attivisti a bordo delle nave avrebbero inizialmente reagito con coltelli e bastoni, per poi arrivare ad aprire il fuoco. A quel punto sarebbero scattate le regole d’ingaggio che obbligano i soldati a sparare a loro volta. Il comunicato dell’IDF parla di due feriti tra i militari.

Al momento non ci sono aggiornamenti sulle condizioni dei manifestanti. I soldati israeliani starebbero perquisendo le navi, che sono state dirottate verso il porto di Haifa. Ygal Palmor, portavoce del ministero degli esteri israeliano, ha fatto sapere che gli aiuti umanitari confiscati alle navi saranno trasferiti a Gaza attraverso i canali autorizzati, previo un controllo di sicurezza per escludere le merci e i materiali proibiti dall’embargo. Ad esempio il cemento verrà trasferito solo se legato a progetti specifici.

La flotta, lo ricordiamo, trasportava 10.000 tonnellate di aiuti e forniture di vario genere; quello bloccato questa notte era il nono tentativo di raggiungere le coste di Gaza. Il blocco navale è stato imposto nel 2007 da Israele ed Egitto con lo scopo di impedire al regime di Hamas di incrementare il suo arsenale. Tel Aviv ha sempre negato l’esistenza di un’emergenza umanitaria nella Striscia.

A bordo della flotta si trovano circa 700 attivisti di vari paesi , tra cui il Premio Nobel per la pace nordirlandese Mairead Corrigan Maguire, diversi giuristi europei e un anziano sopravvissuto dell’Olocausto. Gli italiani a bordo della FF sono almeno cinque. Al momento non ci sono notizie sulle loro condizioni.

L’assalto delle truppe israeliane alla nave battente bandiera turca ha già una crisi diplomatica tra Ankara e Tel Aviv. Il governo turco ha parlato di un atto contro la legge internazionale e ha indetto una riunione di emergenza a cui ha partecipato anche il Comandante di Stato maggiore delle forze armate. Israele ha invitato i suoi cittadini a lasciare la Turchia.

Del resto i rapporti tra i due Stati, un tempo solidi alleati, avevano iniziato a guastarsi da tempo, complice anche le ambiguità della Turchia nei confronti del programma nucleare iraniano. I fatti di questa notte rischiano di provocare la rottura definitiva.

Update ore 15:33

Il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak ha affermato, nel corso di una conferenza stampa, che le responsabilità per i fatti della Freedom Flotilla sono degli organizzatori della flotta. Barak ha inoltre affermato che Israele era preparato ad accettare le conseguenze dei suoi atti e che continuerà a proteggere la sua autonomia.

Il viceministro degli Esteri Danny Ayalon ha affermato che gli organizzatori della FF hanno legami con organizzazioni terroristiche internazionali come Hamas e Al-Qaida e ha aggiunto che a bordo delle navi sono state trovate diverse armi, che sarebbero state usate contro i militari.

Ayalon ha precisato che la flotta non ha obbedito al divieto di raggiungere Gaza intimato imposto e che nessuno Stato sovrano avrebbe accettato una simile provocazione. Il viceministro ha, inoltre, affermato che Israele non ha intenzione di combattere con alcun Paese, ma che l’incidente della FF non è ancora concluso.

Sembra inoltre che il premier Benjamin Netanyahu stia per annullare la programmata visita di Stato negli USA.

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