Ore 12 - Il "gioco" sottile e duro di Giulio Tremonti

altroLa “stangata” un padre ce l’ha. E non è Silvio Berlusconi, bensì Giulio Tremonti.

Il ministro dell’Economia, si sa, non ama le … “gang bang”: fa tutto da solo.

E questa manovra di lacrime e sangue è nata così e così viene gestita, in solitudine. In questo modo Tremonti acquisisce il rispetto dei “rigoristi”, dentro e fuori i confini.

Come ogni guerra, anche questa lascerà sul campo “morti e feriti”. Tuttavia se l’Italia ne uscirà malconcia ma salva, il merito sarà di Tremonti. Non di Berlusconi.

Perché questo è il punto. La manovra farà perdere consensi al Governo e al Premier. Allora?

Sul piano sempre più inclinato, il Governo potrebbe ala fine tirare le cuoia. Con il conseguente ko definitivo del Cavaliere. A quel punto dal cappello potrebbe uscire il coniglio …. Tremonti, nuovo capo di un esecutivo di “emergenza”.

Perché il Premier accetta questa situazione? Non la accetta. La subisce. Sperando che nella tagliola ci resti lo zampino dell’amico Giulio.

Non sarà facile, stavolta, per il Cavaliere, portare avanti il solito gioco delle tre carte.

Per ora, solo Bossi sta al gioco. Ma è un gioco a forte rischio, e molti barano. Dietro l’angolo c’è Fini. E non è solo.

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