Le stragi del '92 e del '93: da Ciampi a Grasso passando per Quagliarello e Cicchitto

fozza itaia manifesti malvinoC'è un periodo molto buio della nostra storia recente, quello delle stragi del '92 e del '93: Massimo Falcioni lo ha ricordato benissimo ieri, citando le affermazioni di Carlo Azeglio Ciampi, ex Presidente della Repubblica - e Pres. del Consiglio al tempo - non sono novità assolute, ma ci piace fare la faccina stupita, come non avessimo mai sentito nulla del genere. Del telefono staccato, della paura del golpe di quella notte si parla da anni, non è assolutamente vero che sono notizie che saltano fuori oggi, lo si legge anche su Il Giornale di ieri.

Saltano fuori oggi però conferme da voci più autorevoli - Massimo Ciancimino nei mesi scorsi non è che dicesse cose molto diverse- che quelle bombe fossero una strategia della tensione 90's, si ipotizza atta a favorire una discesa in campo. Di quale partito, potete facilmente immaginarlo. Rivediamo a distanza di qualche giorno le parole esatte di Grasso, poi passeremo alla giornata di oggi e alle dichiarazioni di due esponenti di primissimo piano del PdL, Fabrizio Cicchitto, capogruppo del PdL alla Camera e Gaetano Quagliarello, vicecapogruppo al Senato...

Qui a parlare è Grasso, il pezzo è del 27 maggio, lo trovate su Repubblica...

Davanti ai rappresentanti dell'associazione dei familiari delle vittime dei Georgofili, Grasso ha affermato che le stragi del '93 furono fatte, sostanzialmente, per spianare la strada a "nuove entità politiche" nel momento in cui Tangentopoli aveva appena segnato la fine dei grandi partiti, dalla Dc al Psi. "L'attentato al patrimonio artistico e culturale dello Stato - ha spiegato il procuratore nazionale antimafia rispondendo alle domande degli studenti dei licei - assumeva una duplice finalità: orientare la situazione in atto in Sicilia verso una prospettiva indipendentista, sempre balzata fuori nei momenti critici della storia siciliana, e organizzare azioni criminose eclatanti che, sconvolgendo, avrebbero dato la possibilità ad un'entità esterna di proporsi come soluzione per poter riprendere in pugno l'intera situazione economica, politica, sociale, che veniva dalle macerie di Tangentopoli"

Il protocollo della narrazione, se si fa la Storia, è sempre uno solo in Italia. Quello del complotto, del doppio livello su cui leggere le cose: della strage che non è mai solo una strage, è un messaggio, è una strategia, è qualcosa che rimanda a qualcosa d'altro, un segno, nell'etimo più stretta della parola. Impressioni quelle di Grasso, che anche Ciampi conferma, qui sotto le sue parole. L'articolo, apparso sempre su Repubblica, risale invece al 29 maggio
ciampi dichiarazioni

l'Italia, in quel frangente, rischiò il colpo di Stato, anche se è ignoto il profilo di chi ordì quella trama. "Il mio governo fu contrassegnato dalle bombe. Ricordo come fosse adesso quel 27 luglio, avevo appena terminato una giornata durissima che si era conclusa positivamente con lo sblocco della vertenza degli autotrasportatori. Ero tutto contento, e me ne andavo a Santa Severa per qualche ora di riposo. Arrivai a tarda sera, e a mezzanotte mi informarono della bomba a Milano. Chiamai subito Palazzo Chigi, per parlare con Andrea Manzella che era il mio segretario generale. Mentre parlavamo al telefono, udimmo un boato fortissimo, in diretta: era l'esplosione della bomba di San Giorgio al Velabro. Andrea mi disse "Carlo, non capisco cosa sta succedendo...", ma non fece in tempo a finire, perché cadde la linea. Io richiamai subito, ma non ci fu verso: le comunicazioni erano misteriosamente interrotte. Non esito a dirlo, oggi: ebbi paura che fossimo a un passo da un colpo di Stato. Lo pensai allora, e mi creda, lo penso ancora oggi... "

Utile per farsi un'idea, rileggersi quanto diceva Massimo Ciancimino alcuni mesi fa. Davide Giacalone ieri ha scritto su Libero e sul Legno Storto, perché, insomma, sarebbe sempre da prendere con cautela tutto questo. Sono cose veramente grosse - ma in fondo, anche la strategia della tensione partita con piazza Fontana nel 1969 lo era, e non ci appariva altrettanto incredibile? Quanto abbiamo impiegato per capire che era reale?

ciancimino bombe 92 e 93Siamo sicuri che sia davvero andata così, o ci piace solo pensare che sia andata così, proprio perché drogati da quel protocollo del complotto, dei livelli multipli sui quali leggere le vicende di cui vi scrivevo prima? Il complotto, la dietrologia, fanno spesso questo scherzo: non sai più a che credere. Il quote qui sotto è lungo ma merita,

Falcone saltò in aria a Capaci. E’ storia di quella stagione di sangue. Mettiamo, come ritengo credibilissimo, che in quell’azione vi furono complicità non solo mafiose, che le colpe di quell’assassinio ricadano anche su ambienti politici. Ma quali? Berlusconi? Mah, e perché? Non risultano elementi di frizione, o pericoli imminenti, dati dall’azione di quel magistrato. E’ noto, invece, che egli fu avversato dalle correnti di sinistra, che contro di lui si mosse Luciano Violante, che per togliergli la possibilità di combattere la mafia si mobilitò Magistratura Democratica (con alcune eccezioni). E noto che di Falcone non si fidavano quelli del pool Mani Pulite. E si è saputo che stava lavorando, con il procuratore di Mosca, sui canali di riciclaggio del denaro, coincidenti, in parte, con quelli che il Kgb utilizzava per far uscire soldi, anche destinati al Partito Comunista Italiano. Dite che quell’animale di Giovanni Brusca, sotto il comando di quella bestia di Totò Riina, lo abbiano ucciso per fare un favore a Berlusconi? Può essere, ma mi aiutate a capire come ci siete arrivati?

Poi saltò in aria Paolo Borsellino, e, anche qui, è credibilissimo che la bomba omicida non veda innocenti anche mandanti non punciuti, non mafiosi. Ma chi? Invece di cercare le carte scomparse, ammesso che siano esistite, perché non provate a leggere quelle rimaste: Borsellino riteneva che per trovare la traccia degli assassini di Falcone si dovesse lavorare all’inchiesta mafia-appalti, preparata dai carabinieri. Dopo la sua morte quell’inchiesta fu smembrata, a cura della procura di Palermo (possiamo consideratala un "apparato dello Stato"?) e quei carabinieri trascinati sul banco degli imputati. Dite che tutto questo sia stato fatto per favorire l’ascesa di Berlusconi, e non per coprire le complicità industriali, nazionali e non, della mafia, i suoi canali di reimpiego del denaro, che portano più alla Madonnina che a Santa Rosalia? Può essere, ma dateci qualche cosa in più che non sia un luogo comune privo di senso. Grazie


cicchitto bombe quaglia

Veniamo però alla nota diramata da Quagliarello e Cicchitto:

''Poiche' vi e' chi continua a insinuare a carte coperte - non ultimo il senatore Zanda ieri sera - preferiamo rispondere a carte scoperte. Cominciando con una questione di metodo: e' singolare che sulle stragi e sulle bombe del '92-'93 si addebiti l'onere della verita' al governo in carica come fosse un capo di imputazione e si accetti supinamente che il presidente del Consiglio allora in carica abbia aspettato diciassette anni per denunciare i suoi sospetti di pianificazioni golpiste. Assai meglio altri altissimi esponenti istituzionali dell'epoca, che oggi invitano a non confondere i ruoli e a non spacciare per verita' giudiziarie suggestioni di altra natura''

Vi sfido a tirare fuori un concetto che sia uno dal politichese della citazione qui sopra. A me sembra che sia il nulla totale, ma la nota prosegue poi spiegando che la "parte politica" favorita inizialmente sia stata il centro sinistra all'epoca: insomma. Mica tanto: citano "La Rete" di Orlando, fallimentare progetto politico dell'ex Sindaco di Palermo, ma tengono poco d'occhio i numeri delle elezioni del periodo. La prima delle "stragi del '92 '93", è quella in cui muore il giudice Falcone, ma siamo già al 23 maggio del 1992, le elezioni politiche di quell'anno si tennero il 5 ed il 6 aprile. Quindi, risulta difficile ipotizzarvi un legame causa-effetto.

Il legame causa effetto di quelle elezioni è quello del bubbone di Tangentopoli che scoppia in quei mesi, nell'aria che si respira, che stende la DC al suo minimo storico, mentre sale il PDS. Le successive elezioni politiche, sono nel 1994 - il governo di cui parlano Quagliariello e Cicchitto sta in piedi per incrocio di venti e crolla assai rapidamente: ma non era stato favorito a suon di deflagrazioni? - con le bombe che hanno già finito di esplodere.

Vince Forza Italia, partito messo insieme in tre mesi da Silvio Berlusconi. E volete che dopo quanto detto da Grasso e Ciampi, uno qualche domanda non se la ponga?

- Se vi state chiedendo il perché dell'immagine che apre il post, la spiegazione la trovate sul blog di Malvino.

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