Presidente della Repubblica | Elezioni | Dalla prima alla terza votazione

La cronaca delle elezioni del nuovo Presidente della Repubblica: chi sarà il prossimo occupante del Quirinale?

12.54 - Iniziato lo spoglio della terza votazione per l'elezione del Presidente della Repubblica, dalle prime battute sembra essere in fotocopia rispetto alla seconda. Voti per Rodotà, tante schede bianche. Questo voto non sarà decisivo per Romano Prodi, la sua candidatura è ufficialmente presentata ma dovrà essere ratificata nella riunione degli eletti del PD che avranno la loro votazione interna proprio fra la terza e la quarta votazione.

12.30 - Beppe Grillo insiste, ufficializzandolo su Twitter: il candidato del Movimento Cinque Stelle è Stefano Rodotà. Il M5S non cede alla tentazione di votare Prodi e andrà alla quarta votazione insistendo sul "suo candidato".


Terza votazione: non dovrebbe portare a nulla di fatto. Il Movimento Cinque Stelle ha annunciato che continuerà a votare per Stefano Rodotà come Presidente della Repubblica. Il Pdl starebbe addirittura valutando – queste le indiscrezioni che trapelano mentre Silvio Berlusconi è assente in aula – l'ipotesi di una manifestazione contro l'occupazione delle istituzioni da parte del centrosinistra.

Il Pd voterà Romano Prodi, verosimilmente, a partire dalla quarta votazione di oggi.

Anche Sel farà convergere i propri voti sull'ex Presidente del Consiglio e della Commissione Europea.

Sarà decisiva, quindi, la quarta votazione, per capire se ci sono i numeri per l'elezione.

10.00: inizia la terza votazione.

Per Fabrizio Cicchitto (Pdl), la scelta del Partito Democratico è una

«Scelta di rottura»

Continua così il fido berlusconiano:

«Il pd prima ha realizzato con noi una intesa su Marini che non ha potuto o voluto onorare. E' evidente che la scelta su Prodi è di rottura».


9.10: è Romano Prodi il candidato del Partito Democratico alla Presidenza della Repubblica per la quarta votazione, prevista nel pomeriggio. Il nome è stato proposto da Pier Luigi Bersani nel corso della riunione dei grandi elettori del Pd. In un primo momento si era parlato di possibili primarie.

19 aprile 2013: le elezioni del Presidente della Repubblica promettono anche oggi di dar vita a una serie di sorprese e colpi di scena. Se il Movimento Cinque Stelle spinge su Stefano Rodotà e arriva addirittura a mandare a dire in qualche modo al Pd che potrebbe essere l'inizio di una collaborazione, il Partito democratico è decisamente allo sbando.

E tenta la via delle Quirinarie, ma a modo suo. Si tratterebbe di una sorta primarie fra i grandi elettori del Pd. Non è ancora chiaro se saranno con una rosa di nomi o se i grandi elettori potranno esprimere le loro preferenze senza vincoli.

Quel che è certo è che il Pd è uscito dall'avventurosa candidatura di Franco Marini con le ossa rotte.

I renziani vogliono Sergio Chiamparino. Qualcuno vuole Massimo D'Alema; poi risponterebbe il nome di Mario Draghi (molto improbabile), torna quello di Sergio Mattarella, ricompare Sabino Cassese, insieme a quello di Franco Gallo. Ma la verità è che il partito di Bersani brancola nel buio.

Ah, e poi c'è sempre Romano Prodi. Che, guarda un po', era anche fra i dieci delle Quirinarie di Grillo.

Scelta civica punterà su Anna Maria Cancellieri.

Berlusconi e il Pdl aspettano la quarta votazione, in attesa di poter provare a incidere di nuovo sulla scelta del Quirinale.

Anche oggi sono previste due tornate di voto. Sfumata, a quanto pare, l'ipotesi di un'eventuale slittamento in avanti della quarta votazione.

18 aprile 2013

Presidente della Repubblica: le elezioni del 18 aprile 2013

18.51 - Si è concluso lo spoglio della seconda votazione, in attesa del riconteggio ufficiale i risultati sembrano chiari. Hanno risposto alla chiamata 933 votanti sui 1007 che ne hanno diritto:

Stefano Rodotà 226 voti
Sergio Chiamparino 87 voti
Massimo D'Alema 36 voti
Franco Marini 15 voti
Alessandra Mussolini 14 voti
Romano Prodi 13 voti
Emma Bonino 8 voti
Sergio De Caprio 8 voti
Cosimo Sibilia 7 voti
Rosy Bindi 6 voti

Schede Bianche 418.

Da notare l'aumento di voti per Chiamparino, candidato renziano, e il leggero calo di Rodotà. Si chiude così la giornata di votazioni, con due nulla di fatto.

18.42 - Lo spoglio della seconda votazione è in corso, tantissime le schede bianche e spuntano altri voti "goliardici". Sergio De Caprio, il capitano Ultimo che catturò Totò Riina, ma anche Rocco Siffredi, Giovanni Trapattoni, Arnaldo Forlani, Sophia Loren, Michele Cocuzza. Per quanto riguarda i voti espressi resiste ovviamente Stefano Rodotà mentre cresce Sergio Chiamparino e Massimo D'Alema.

18.03 - Il PDL conferma la sua disponibilità a votare Franco Marini anche nella quarta votazione, quella nella quale basterebbe la maggioranza assoluta dei voti (già arrivata oggi nella prima votazione con la quota 504 superata dall'ex democristiano). Bersani deve decidere cosa fare, il rischio è di avere un presidente della Repubblica eletto, ma insieme una coalizione con SEL defunta, un gruppo parlamentare (ed un partito) a pezzi.

17.28 - Franco Marini non si arrende. Secondo indiscrezioni giornalistiche non vorrebbe ritirare ufficialmente la candidatura avendo avuto rassicurazioni da Berlusconi che il centrodestra non appoggerà altri nomi al momento.

17.06 - Bersani ha indetto una riunione degli elettori per il Presidente della Repubblica del Partito Democratico, questa riunione arriverà fra la terza e la quarta votazione, quindi nel primo pomeriggio. Da lì si faranno i giochi, saranno 24 ore molto intense, il PD ha ancora la possibilità di ricompattarsi quando paradossalmente una vittoria di Marini avrebbe potuto sancire una frattura insanabile che avrebbe compreso un gruppo allargato rispetto a quello dei renziani.

16.34 - Il PDL, per bocca di Angelino Alfano, "prende atto" della scelta del PD di virare sulla scheda bianca e auspica che si trovi una nuova soluzione condivisa.

16.22 - I risultati della seconda votazione sono attesi intorno alle 19.30, ma non c'è molta suspense. Al momento i giochi si fanno fuori dall'aula di Montecitorio. Si cercano alternative a Franco Marini, ormai "bruciato". Questa seconda tornata vedrà l'esplosione del numero delle schede bianche, il Partito Democratico ha di fronte a sé almeno tre strade.

1) scegliere Anna Finocchiaro che potrebbe raccogliere il consenso del centrodestra e in maniera compatta anche quello del PD "non renziano" che ha voltato le spalle al segretario sul nome di Marini. Si tratta pur sempre di una donna, elemento di novità da considerare
2) puntare su Stefano Rodotà, realisticamente eleggibile dalla quarta votazione anche semplicemente sommando il voti del Movimento Cinque Stelle e di SEL
3) proporre Romano Prodi, un'ipotesi questa che allungherebbe i tempi ma che potrebbe raccogliere il consenso del M5S più avanti nelle votazioni

15.51 - La seconda votazione per l'elezione del Presidente della Repubblica è iniziata, ma dopo il mancato raggiungimento del quorum sul nome di Marini è impossibile il raggiungimento di una maggioranza qualificata nella giornata di oggi. I partiti che sostenevano l'ex segretario del Ppi sono in cerca di alternative, probabile il boom delle schede bianche, su questa posizione sembrano attestati il PD (almeno gli aventi diritto fedeli a Bersani), ma anche la Lega Nord e Scelta Civica.

14.56 - Il flop di Marini ha un effetto dirompente. Scelta Civica di Monti ha ufficializzato che non voterà più Marini, ma anche la Lega si sfila annunciando la rinuncia al voto per la seconda e per la terza votazione scommettendo sull'impossibilità di raggiungere una maggioranza qualificata dei 2/3.

14.46 - Anche Scelta Civica molla Franco Marini. I 70 deputati che fanno capo a Mario Monti e all'UDC sono pronti a procedere con una votazione in scheda bianca nel pomeriggio, ma si affaccia anche l'ipotesi di un candidato di "alto profilo" diretta emanazione della lista centrista come Linda Lanzillotta.

14.24 - Il PD molla Franco Marini? Secondo voci interne al partito si sta decidendo in questi minuti la strategia da adottare dopo il fallimento sul nome concordato con il centrodestra. Possibile che il Partito Democratico voti scheda bianca nel pomeriggio, una mossa per andare a "contarsi" e per prendere tempo.

14.11 - Il risultato di Marini è molto deludente, dei 750 voti accreditati in via teorica (PD+PDL+LegaNord+Scelta Civica) ben 250 non hanno raggiunto il candidato del Partito Democratico che potrebbe decidere di ritirare la candidatura.

14.00 - Quattro ore dopo l'inizio delle operazioni di voto ecco i risultati definitivi. Franco Marini non raggiunge il quorum necessario dei 2/3, il candidato del PD che ha l'appoggio di PDL, Lega Nord e Scelta Civica. Ecco i voti ottenuti dai principali candidati che saranno soggetti a qualche (piccola) modifica, non sostanziale, una volta ufficializzato il riconteggio:

Franco Marini 514
Stefano Rodotà 240
Sergio Chiamparino 41
Romano Prodi 14
Emma Bonino 13
Massimo D'Alema 12
Giorgio Napolitano 10
Anna Finocchiaro 4

Ben 104 le schede bianche, 10 le nulle.

Presidente della Repubblica: le elezioni del 18 aprile 2013

13.49 - Quando mancano circa 200 voti da scrutinare Marini supera i 400 voti, a 270 voti dall'obiettivo. Stefano Rodotà ha 200 voti, oltre 30 Sergio Chiamparino, una decina Emma Bonino e Massimo D'Alema così come Romano Prodi. Elevato il numero di schede bianche, già 85.

13.35 - Franco Marini non viene eletto Presidente della Repubblica alla prima votazione. Quando manca più o meno metà delle schede da scrutinare, circa 530 voti sono già stati esaminati, Marini viaggia intorno a quota 290, lontanissimo dai 672 necessari per essere eletti alla prima votazione.

13.28 - Ecco spuntare l'inevitabile burlone di turno, voto per Valeria Marini. La soubrette ha meno di cinquant'anni, quindi il voto è considerato nullo.

13.20 - Vi ricordiamo che qui è disponibile lo streaming in diretta dello spoglio, il primo spoglio, in corso in questi minuti:

13.16 - Spuntano anche dei voti per Emma Bonino, invero pochi, e per l'ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino. Molte anche le schede nulle.

Presidente della Repubblica: le elezioni del 18 aprile 2013

13.11 - Iniziato lo spoglio, Laura Boldrini legge le schede. voti concentrati su Rodotà e Marini. C'è anche qualche Romano Prodi. Eccovi intanto le foto in aula, volti distesi, abbracci e strette di mano fra Bersani e Angelino Alfano

Elezioni Presidente della Repubblica: le foto delle prime votazioni
Elezioni Presidente della Repubblica: le foto delle prime votazioni
Elezioni Presidente della Repubblica: le foto delle prime votazioni
Elezioni Presidente della Repubblica: le foto delle prime votazioni

12.51: Quasi tre ore dopo l'inizio della votazione inizia soltanto ora la chiama dei delegati regionali, tutto nei tempi previsti, ma questo dà l'idea di quanto serva per completare una singola tornata. Poi dovrà iniziare lo spoglio.

11.52: Le votazioni sono in corso e le dichiarazioni dei partiti sono piuttosto chiare. Il centrodestra, in ossequio ai patti presi con il Partito Democratico, si dichiara compatto sul nome di Marini. Tutto il PDL e la Lega voteranno Marini, o almeno così dicono, anche perché con la situazione interna al PD potrebbero avere una convenienza politica evidente: se il candidato di Bersani non ce la dovesse fare sarebbe facile per Maroni e Berlusconi buttare la croce sulla divisioni interne del PD. I franchi tiratori, eventuali, contro Marini sono ampiamente tutelati dalla spaccatura interna al Partito Democratico.

11.46: Mentre è in corso la chiama dei deputati (quella dei senatori si è conclusa circa 15 minuti fa) facciamo un ripassino sul meccanismo del voto per l'elezione del presidente della repubblica:

10.41: C'è anche la diretta streaming della chiamata, non è esattamente uno spettacolo entusiasmante, ad ogni modo il video in streaming dalla tv della Camera dei Deputati è disponibile qui:

10.00, 18 aprile 2013: Si parte. La votazione per l'elezione del Presidente della Repubblica è iniziata. Sarà un'operazione lunga e piuttosto laboriosa. Voto segreto, 1007 aventi diritto fra senatori, deputati e delegati regionali, tutti a Montecitorio. Sono previste due votazioni al giorno, la prima alle 10, la seconda intorno alle 16. Probabile che si prosegua anche nel week end, la seduta non viene sospesa. Come noto dall'analisi dei numeri sembra difficile che Franco Marini, il candidato proposto dal PD di Bersani, proprio a causa delle divisioni interne, ce la faccia nelle prime tre votazioni in cui è richiesta una maggioranza qualificata dei 2/3 pari a 672 voti.

2.00: Saranno Franco Marini e Stefano Rodotà, i nomi che si sentiranno pronunciare alla Camera oggi, dopo la prima votazione.

Rodotà verrà votato senz'altro dal Movimento Cinque Stelle, che dovrebbe garantirgli 162 voti, cui andranno sommati i voti di Sinistra, Ecologia e Libertà e quelli di almeno una parte del Pd (in quanti risponderanno all'appello per votare Rodotà come Presidente della Repubblica?)

Marini, invece, dovrebbe incassare i 70 voti di Scelta Civica e i 270 del Partito delle Libertà. Più difficili in conti in casa del Partito Democratico, come dicevamo. A maggioranza, il Pd si è espresso per Marini, ma nel segreto dell'urna può succedere di tutto, e di certo i 60 renziani si chiameranno fuori (scheda bianca? Astensione? Rodotà? Vedremo).

La vera domanda della giornata, però, è: Marini riuscirà ad essere eletto al primo scrutinio? Ha i numeri?


    Presidente della Repubblica: tutto quel che c'è da sapere

    Come si elegge il Presidente della Repubblica?
    Chi sono i grandi elettori?
    Quali sono i numeri necessari per l'elezione?

    I Presidenti della Repubblica Italiana

    Enrico De Nicola (1946-1948)
    Luigi Einaudi (1948-1955)
    Giovanni Gronchi (1955-1962)
    Antonio Segni (1962-1964)
    Giuseppe Saragat (1964-1971)
    Giovanni Leone (1971-1978)
    Sandro Pertini (1978-1985)
    Francesco Cossiga (1985-1992)
    Oscar Luigi Scalfaro (1992-1999)
    Carlo Azeglio Ciampi (1999-2006)
    Giorgio Napolitano (2006-2013)

18 aprile 2013, Roma: le elezioni del nuovo Presidente della Repubblica che rimarrà al Quirinale per sette anni, fino al 2020, iniziano oggi.

Il Parlamento si riunisce in seduta comune a partire dalle 10. Se ci dovessero essere i numeri per eleggere il Presidente della Repubblica al primo scrutinio, il nome del nuovo Capo dello Stato (che in questo caso sarebbe, fuori da ogni dubbio, Franco Marini) sarebbe noto entro le 14.30 circa.

Se invece non si dovessero raggiungere i numeri per l'elezione, è prevista una seconda elezione alle 15.

Si continuerebbe così, con due elezioni al giorno, fino al raggiungimento del quorum, che è fissato per i primi tre turni a 672 voti e dal quarto scrutinio in avanti a 504 voti.

Nell'emiciclo di Montecitorio ci saranno quattro cabine per le votazioni. Per ogni turno di votazioni ci saranno due "chiame", in ordine rigorosamente alfabetico, ma con una divisione che prevede prima la votazione da parte dei Senatori della Repubblica, poi dei Deputati, quindi dei cosiddetti grandi elettori (o delegati regionali. Indicati, cioè, dalle regioni)

Lo spoglio che seguirà le votazioni sarà condotto da Laura Boldrini, Presidente della Camera.

Vengono considerate nulle le schede che dovessero contenere "espressioni scurrili"; che dovessero riportare più di un nome; che dovessero risultare illeggibili.

Presidente della Repubblica: Franco Marini

Franco Marini è il nome che spunta, un po' a sorpresa, dall'assemblea del Partito Democratico. Frutto, evidentemente, di un accordo con Silvio Berlusconi, che assicura l'appoggio del Pdl. Il nome di Franco Marini piace anche a Scelta Civica.

Il nome di Marini, ex sindacalista, già Presidente del Senato, già candidato che piaceva a Massimo D'Alema nel 1999, ex Dc, fortemente centrista, è emerso il 17 aprile 2013, anche se circolava nell'ambiente da un po'. La scelta ha letteralmente spaccato il centrosinistra: no di Vendola, che sceglie Rodotà; no di Matteo Renzi. E i numeri, che in un primo momento sembravano esserci, in realtà vacillano. Almeno per le prime tre votazioni.

Fuori dall'assemblea del Pd, dove in 120 su 342 hanno votato contro la candidatura di Franco Marini, in molti contestavano, gridando «non lo fate.

Bersani ha preferito guardare al Pdl invece di provare a trovare un accordo con il M5S. A giudicare dalle reazioni, la mossa non è stata affatto vincente.

Presidente della Repubblica: Giorgio Napolitano, finale triste

Giorgio Napolitano ha di fatto concluso il suo mandato. Incastrato dal semestre bianco, messo all'angolo da imprevedibili risultati delle elezioni politiche di febbraio, incapace di trovare una soluzione nell'intricatissima situazione politica italiana, Napolitano ha chiuso come peggio non poteva il suo settennato. Dopo essere stato il fautore del governo Monti, prima festeggiato poi osteggiatissimo, Napolitano, dopo le elezioni, non ha voluto affidare incarico pieno a Pier Luigi Bersani, non ha preso nemmeno in considerazione l'idea di un governo a Cinque Stelle, ha fatto i soliti proclami per il senso di responsabilità, ha giocato la carta - patetica - dei dieci saggi e poi si è ritirato, di fatto, ignorato dai media, fuori dal fuoco di fila.

Presidente della Repubblica: i "candidati" papabili

I Candidati: non è un termine corretto. Perché di fatto non ci sono veri e propri candidati alla Presidenza della Repubblica. Con un termine preso in prestito dal Vaticano, si potrebbe, piuttosto, parlare di "papabili".

Di nomi ne sono stati fatti tanti, in questi giorni. Fra quelli circolati, i papabili sono stati considerati: Emma Bonino, Romano Prodi, Anna Maria Cancellieri, Gianni Letta, Anna Finocchiaro, Rosy Bindi, Massimo D'Alema, Mario Monti. Poi c'erano gli outsider, alcuni dei quali inseriti all'interno dei dieci prescelti dagli elettori certificati del Movimento Cinque Stelle. E' circolato anche il nome di Giuliano Amato, così come quello di Sergio Mattarella.

Presidente della Repubblica: le Quirinarie

Quirinarie: la decina prescelta dal M5S con le sue Quirinarie ha tirato in ballo anche Milena Gabanelli, Gustavo Zagrebelsky, Gino Strada, Stefano Rodotà, Ferdinando Imposimato, Giancarlo Caselli, lo stesso Beppe Grillo (che poi si è chiamato fuori dai giochi), Romano Prodi, Gino Strada e Dario Fo. Sempre alle Quirinarie, alla fine, era emerso il nome di Milena Gabanelli. Ma poi la giornalista aveva rinunciato, e dopo che anche Gino Strada aveva nicchiato, si era puntato tutto su Stefano Rodotà.

Le Quirinarie sono state senz'altro un evento inedito nel panorama politico italiano.

Folkloristiche finché si vuole, hanno consentito agli elettori certificati del Movimento Cinque Stelle di scegliere online il nome su cui avrebbe dovuto convergere il voto del M5S. Certo, non è andato esattamente tutto liscio, perché il primo "giro" di votazioni online è stato annullato (si è detto a causa di un attacco hacker. Mai rivendicato e molto discusso), e al secondo "giro", appunto, Gabanelli e Strada si sono chiamati fuori.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO