29 miliardi di euro per navi, caccia, bombardieri ed elicotteri. È ora di tagliare la spesa, quella militare


Il Buongiorno di Massimo Gramellini pubblicato ieri dalla Stampa ha un titolo curioso: Aerei blu. Le poche righe di Gramellini, pubblicate mentre sui cieli di Roma sfrecciavano le Frecce Tricolori, riprendono una petizione lanciata dai Verdi (sì, esistono ancora e in questo caso sembrano averci pure azzeccato): la sostanza è semplicissima. Se è vero che la Patria ha bisogno di soldi, evitiamo di tagliare le pensioni di invalidità e di far pagare di nuovo i soliti noti.

Piuttosto rivediamo la scelta di spendere (io direi sprecare) miliardi di euro in armamenti inutili.

Esiste un'alternativa? Sì esiste ed è a portata di mano. Basta tagliare la spesa militari del nostro Paese per recuperare nuove risorse per mettere in ordine i conti pubblici e rilanciare l'occupazione. Tagliando la commessa per 131 i caccia bombardieri F-35 si possono risparmiare 15 miliardi di euro. Altri 5 miliardi si possono recuperare dall'ultima trance del programma per l'acquisto di 121 caccia Eurofighter (per il quale sono già stati spesi 13 miliardi). Fermando l'acquisto delle 10 fregate 'FREMM' per la marina militare si risparmiano altri 5 miliardi di euro e fermando la commessa per 100 elicotteri NH90 restano a disposizione altri 4 miliardi di euro. Complessivamente si possono reperire ben 29 miliardi di euro, di più di quanto Tremonti sia riuscito a mettere nella sua Manovra di 'lacrime e sangue' per i cittadini più deboli.

Una proposta a cui si può obiettare facilmente che, senza quei mezzi, non saremmo in grado di trasportare le nostre truppe in Afghanistan, in Iraq o altrove per portare la democrazia e combattere il terrorismo. In questo caso si otterrebbero addirittura due risultati con un taglio solo.

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