La rivoluzione della raccolta differenziata, che Napoli voleva insegnare a Cuba


Una delle principali carenze della classe politica del XXI secolo, oltre alle ben note questioni anagrafiche, giudiziarie e morali, riguarda l'assoluta mancanza di senso dell'umorismo. Basterebbe poco, a volte, per rendersi conto che si sta facendo una cazzata e di conseguenza riporre in un cassetto un'idea malsana.

E invece... Invece ecco che, grazie a Alessandro Chetta del Corriere del Mezzogiorno, una autentica perla dell'amministrazione Bassolino torna a brillare: La stessa regione che sconta un’eterna emergenza rifiuti, tipo fatica di Sisifo, sotto Bassolino ha stanziato 662mila euro di fondi europei per inviare consulenti in Centroamerica. Il loro compito, in sintesi, è spiegare le politiche di sostenibilità ambientale a cubani e haitiani.

Ebbene sì, la Giunta regionale della Campania, guidata dal mai abbastanza discusso Antonio Bassolino, decise di spendere oltre 600 mila euro pubblici per andare a insegnare a cubani, dominicani e haitiani come si fa la raccolta differenziata. In effetti ci hanno mandato quelli del Consorzio di Bacino Salerno 1, che riescono a differenziare il 45% dei rifiuti, ma la domanda rimane comunque aperta: perché non mandarli a fare da tutor ai colleghi degli altri Comuni della Campania? Il sole e il mare ce l'hanno pure lì, anche se, purtroppo, non è molto pulito...

Foto | Flickr

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