La Gelmini chiarisce che un 5 non costituisce bocciatura. Il caos del Dpr 122/2009


Ha fatto bene il ministro all'Istruzione Mariastella Gelmini ieri a chiarire che un solo 5 non costituisce di per sè bocciatura agli esami di maturità, ma ancor meglio avrebbe fatto a controllare il testo delle disposizioni che il dicastero manda alle commissioni. La vera insufficienza la assegnamo infatti a Dpr come il 122/2009 che vincolano esplicitamente le commissioni a non ammettere alla maturità chi non abbia conseguito il 6 in tutte le materie.

Ora la Gelmini specifica che le commissioni devono usare il buon senso e che "con un 5 non si boccia nessuno". Ma avrebbe fatto meglio a pensarci prima della stesura delle disposizioni. Di fatto l'intento era evitare che si largheggiasse come negli anni scorsi, quando si faceva più o meno la media di tutti i voti tirando su artificialmente qualche insufficienza se comunque il totale raggiungeva il 6.

Le nuove disposizioni, negli intenti ideali e ben poco pratici del ministero, avrebbe dovuto fare sì che gli studenti si applicassero di più e vi fosse maggiore severità di valutazione. Ma cari amici politici, la realtà non funziona così. Gli studenti a rischio avranno sempre delle materie in cui non eccellono, e non è questo il modo per costringerli a studiarle.

Era molto meglio quando si stava peggio; ovvero quando a settembre si riparavano con un esame le materie insufficienti. Un sistema che funzionava e che pertanto è stato ovviamente abrogato. Perché? Per istituire corsi di recupero nelle classi precedenti la maturità, e infine questo sistema orrendo e rabberciato.

Ma d'altronde da molti anni - oserei dire da sempre - chi pensa le riforme lo fa con scopi politici e fregandosene di coloro che ne dovrebbero beneficiare, cioè i ragazzi stessi. E qui non parliamo dei contenuti economici della Riforma Gelmini, che personalmente ho sempre appoggiato, ma del "sistema". Che - detto fuori dai denti - fa schifo.

Ci si preoccupa tanto di essere più severi verso gli studenti, quando i tecnici del ministero non sanno nemmeno scrivere una circolare. Come diceva Totò: "Ma mi faccia il piacere!". Cominciate a bocciare quelli, va. Poi magari ne riparliamo.

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