Guerra civile in Siria: gli Usa 'donano' altri 123 milioni di dollari ai ribelli

Un bombardamento di artiglieria ha preso di mira una scuola di Al Maghara: 14 le vittime, nove studenti e cinque insegnanti.

Occidente si limita a fornire soldi ai ribelli

Tra le bombe e la strage di innocenti, in Siria il conflitto interno non finisce. Il regime giustizia, i ribelli attaccano. Le potenze occidentali non intervengono direttamente, ma gli Stati Uniti hanno fatto un ulteriore sforzo economico, donando 123 milioni di dollari ai ribelli. In totale, siamo a 250 milioni di contributi da parte dell'Amministrazione di Barack Obama all'opposizione.

Non solo. Da Washington, questa volta, sono arrivati anche aiuti di altro tipo. Una fornitura di mezzi blindati, giubbotti antiproiettile e visori notturni, sempre a disposizione di chi cerca di rovesciare la dittatura di Assad. Le cosiddette "armi non letali". Saranno sufficienti per far prevalere gli oppositori? Forse servirebbe un aiuto armato, anche se ci sarebbe il rischio di ottenere in cambio l'accusa di ingerenza negli affari interni di un altro popolo.

Il mondo, però, non può continuare a guardare. Un bombardamento di artiglieria ha preso di mira una scuola di Al Maghara: 14 le vittime, nove studenti e cinque insegnanti. La loro colpa? Essere lì in quel momento. Con Human Rights Watch che accusa: "Si tratta di una strategia di attacchi multipli e sistematici contro i civili da parte del regime siriano". Oltre alle scuole, in Siria, vengono bombardati pure i luoghi di culto e le panetterie.

In due anni di rivolta, sono oltre 70mila i morti. A Jdaidet Fadel, sobborgo a sudovest di Damasco, è stata trovata una fossa comune con centinaia di persone giustiziate dal regime e dalle milizie paramilitari. Tra loro, soprattutto donne e bambini: "Molti cadaveri presentano i segni delle torture e delle mutilazioni. Alcuni corpi hanno colpi alla testa".

Foto | © Getty Images

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