Crisi: Governatori regionali contro Giulio Tremonti


Quando un Governo rischia la bocciatura del proprio elettorato? La domanda nasce spontanea leggendo quanto sta accadendo attorno alla maggioranza, già divisa al proprio interno per via dei conflitti tra gli ex di Forza Italia e gli ex di Alleanza Nazionale.

Negli ultimi giorni alcuni Governatori regionali, freschi di riconferma e di colore politico differente, hanno dissentito con Silvio Berlusconi per come sta amministrando le risorse del paese. Secondo quanto riportato da Giuseppe Civati, Roberto Formigoni (considerato per qualche tempo l’erede del leader del Pdl) non sta apprezzando il lavoro di Giulio Tremonti.

A Repubblica, che si è occupata della protesta, l’esponente politico del Pdl ha fatto sapere che i tagli decisi dal Ministro dell’Economia potrebbero compromettere il federalismo fiscale. Il problema, secondo Renata Polverini, sarebbe un altro. Il contenimento dei costi potrebbe danneggiare le persone non autosufficienti.

I portatori di handicap, ha sottolineato Giulio Tremonti rispondendo ai due esponenti politici, non sono stati tutelati anche da chi in questi anni si doveva occupare dell’amministrazione regionale. Roberto Formigoni, ad esempio, gestisce il welfare della Lombardia da più di un decennio.

Contro il Governo, come anticipato all’inizio di questo post, non solo chi fa parte del partito della maggioranza. Nichi Vendola, attraverso il suo blog, ha provato a riflettere sulla veridicità dei numeri forniti da Giulio Tremonti per tagliare gli sprechi.

Scrive il Governatore della Regione Puglia:

“La manovra si regge sui trasferimenti al sistema delle autonomie locali dal momento che, sulla spesa statale, il taglio, compresa la scure sul pubblico impiego, si ferma all’1,22 per cento. Stiamo velocemente scivolando in un buco nero, dentro una condizione di macelleria sociale che è incredibile venga occultata.

Enti locali e Regioni non avranno più risorse per mettere in campo alcuna politica sociale. In Puglia gli statali rappresentano più del 20% della forza lavoro. Il congelamento del loro reddito significa meno consumi, la rateizzazione del Tfr significa che non sarà più possibile, a tutti coloro che lo avevano previsto, poter regalare il gruzzolo ai propri figli per comperare una casa e quindi per mettere in circolazione denaro per aprire cantieri. Sarà la più feroce delle decrescite.”

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