Europee, Franceschini: "Alziamo la soglia di sbarramento"

Arriva dalle colonne di Repubblica di ieri la proposta di Dario Franceschini di alzare la soglia di sbarramento per le elezioni europee. L’obiettivo, ha spiegato, è evitare “di veder annullato l'effetto semplificazione” avviato da Walter Veltroni.

E già, perché le elezioni politiche dello scorso 13-14 aprile hanno fatto in realtà un bel po’ di pulizia in tal senso: da 20 forze politiche di un tempo oggi, le restanti, si possono contare sulle dita di una sola mano. E da questo, ha fatto capire il vicesegretario del Pd, “non si deve tornare indietro”.

Con il sistema in vigore per le elezioni europee basterebbe, infatti, prendere l'1 per cento per eleggere un deputato a Strasburgo ed avere così accesso al finanziamento pubblico. Ecco, dunque, propone Franceschini, che “si potrebbe ragionare su una correzione, alzando la soglia di sbarramento ad un livello che consenta la rappresentanza delle forze intermedie” come ad esempio la Sinistra Arcobaleno.


Per Il Riformista in edicola oggi, l’idea di Franceschini “(l'uomo delle proposte impossibili, il kamikaze del loft), presenta due rischi: uno democratico, e uno politico”. Da un lato, spiega il direttore Antonio Polito, si ridurrebbe la rappresentanza proporzionale nel parlamento europeo degli elettori italiani perché, di fatto, radicali, socialisti, comunisti, e perfino estremisti di destra non sarebbero in grado di raccogliere i voti necessari. Dall’altro, “è evidente che la proposta di Franceschini è fatta nell'interesse del Pd, o meglio della sua classe dirigente, che sarebbe colpita al cuore da un risultato sotto il 30%”.
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