"I veri camorristi sono i lettori di Saviano": parola di Gian Paolo Serino

flickr, common creative

"Rispetto Roberto come uomo, non come scrittore. E' bravissimo a comunicare in video e in tv traspare tutta la sua passione, la sua innocenza. Ma 'Gomorra' è un libro furbo, e i suoi lettori sono stati omertosi. Hanno comprato il libro ma non sono scesi in piazza, non si sono incazzati, che era la risposta minima di un Paese civile".

Sono queste le parole di Gian Paolo Serino, direttore della rivista letteraria Satisfiction, destinate a rimpolpare il tormentone pro o contro Roberto Saviano scatenatosi nelle ultime settimane - ricorderete le parole dell'attaccante del Milan Borriello e del suo presidente, nonché presidente del consiglio, Silvio Berlusconi.

Chi ha letto qualcosa di Serino non può non sapere del suo irrinunciabile amore per la provocazione e la polemica, spesso fine a se stessa, e del suo tentativo di andare sempre a colpire il lettore. Dopo il salto andiamo ad analizzare le sue parole, per capire cosa suggerisce e dove vuole arrivare il suo discorso.

Immagine|Flickr

Ad Affaritaliani.it il direttore di Satisfiction (che da poco ha come editore la rockstar Vasco Rossi) divide tra il Saviano ragazzo e uomo e il suo lavoro.

Come dire, lui bravissimo ragazzo, Gomorra invece un'abile operazione di marketing (qui trovate sul tema una riflessione dei colleghi di booksblog).

Peccato che argomenti dicendo di come della camorra "la stampa italiana abbia già raccontato decine di volte gli stessi argomenti affrontati da Saviano. Ma nessuno li legge. Questo è il problema".

Difficile capire allora come una delle più grandi qualità di Gomorra, ovvero il fatto che sia riuscito ad avere una diffusione e un'accessibilità incredibile, possa diventare per Serino un problema.

Guardando il passaggio più eclatante, e anche più interessante, Serino arriva a definire i lettori di Gomorra i veri mafiosi, in quanto

"Hanno riposto 'Gomorra' ben in evidenza nelle loro librerie ma non sono scesi in piazza, non si sono incazzati, che era la risposta minima di un Paese civile. Sono stati zitti: sono stati omertosi. Hanno applicato l’omertà che è il principio base dei camorristi: il silenzio. Per questo i veri camorristi sono i lettori di Saviano".

Serino, riprendendo una polemica suscitata qualche settimana fa da un libretto di Alessandro Del Lago, "Eroi di carta" de Il manifesto - in cui il giornalista reclamava il diritto di criticare Saviano - ne fa un uso - lui sì - abbastanza furbo.

La critica di omertà del direttore è interessante, soprattutto se si rivolgesse al modo di agire nel Belpaese; ovvero la domanda potrebbe essere interessante, "Perché voi italiani non vi incazzate mai? Perché pare che ci sia una nazione teleanestetizzata che non reagisce ad una situazione di profonda crisi non solo economica? Cosa state aspettando?".

Invece - secondo me molto furbescamente - Serino applica una critica di un certo peso alla comunità dei lettori di Gomorra, in maniera decisamente creativa, per arrivare ad una conclusione che faccia scalpore - e faccia soprattutto parlare della sua rivista - ridicolizzando in questo modo il lavoro di Saviano.

Il vero problema- e Serino lo dovrebbe sapere bene - non è che più di un milione di persone ha letto Gomorra, perché è ridicolo chiedere ad un libro di sconfiggere da solo la mafia. Il problema, e su questo ha ragione, è (anche) l'omertà di cui soffre l'Italia; ma è quantomeno arrogante pretendere che la letteratura da sola combatta la mafia.

Ci sarebbe bisogno di quella cosa chiamata politica, ovvero della presenza di uno stato deciso e senza ambiguità, i cui rappresentanti non passino il loro tempo a condannare un libro di successo, Gomorra, perché parla male dell'Italia. Ma si impegnino senza ombre nella lotta alla mafia, perché in futuro si parli di un'Italia più limpida.

Come ha ricordato lo stesso Saviano in un'incontro ieri a Pietrasanta, "Tutti i caduti dell'antimafia sono stati a un certo punto accusati di diffamare il proprio Paese". Saviano fa il suo, la politica no.

Il vero problema è che in Italia ad essere omertosa è la politica.

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