Ore 12 - Liberalizzazioni e bugie, presto l'acqua ... "salata"

altroNon bastasse la manovra, un salasso iniquo e malamente tappabuchi, agli italiani arriverà presto la … “sorpresa” dell’acqua.

E sarà salata, una doccia fredda, l’ennesimo bluff di un governo pasticcione, incapace e bugiardo.

Il premier Silvio Berlusconi e il ministro Andrea Rochi (già portaborse di Fini in An)) sostengono che l’acqua, bene comune primario, resterà pubblica, che le tariffe non saliranno, che la concorrenza porterà più efficienza e così via.

Quindi, la “vie en rose”: acqua più buona, più pulita, più a buon mercato. Chi ci crede, dopo le bugie sulla crisi (che non c’era) e sulla stangata (che non sarebbe arrivata)?

Addirittura, il già citato Ronchi (noto per aver minacciato di oscurare Internet e per aver dichiarato … guerra alla mafia cinese!) lancia una costosa e furbesca “operazione verità” (“Acqua, le ragioni dell’intervento”), così che gli italiani pagano per rimanere … fregati.

Pomposamente definita “riforma”, quella dell’acqua è la classica furbata di un esecutivo “azzeccagarbugli”.

Non di riforma si tratta, bensì di un articolo di legge infilato in un decreto “salva infrazioni” europee che tra lampadine a basso consumo, difesa del Made in Italy e rinnovo delle convenzioni con Tirrenia, ha pensato bene di obbligare l’apertura ai privati dei servizi pubblici locali.

Dicasi “riforma”, trattasi di “privatizzazione”. Capito?

I Comuni saranno scippati per decreto e gli italiani alla fine pagheranno l’acqua dei rubinetti (quando ci sarà) come la minerale, cioè più o meno il prezzo del vino.

La storia si ripete: l’ennesima deregulation con servizio più caro e peggiore. Qual è sarà la prossima … “perla”?

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