Nuovo Governo, Enrico Letta e i Ministri

Quirinale: tutti gli aggiornamenti in tempo reale.

15.40: Enrico Letta dovrà proporre un esecutivo che possa convincere il suo partito e il Pdl.
Il mondo delle larghe intese ritorna, più prepotente che mai.

Dalla lista dei ministri si capiranno senz'altro molte cose, ma non possiamo aspettarci sorprese.


13:17 Napolitano tesse le lodi del premier incaricato e ricorda l'esperienza di Enrico Letta. Si augura poi che inizi una nuova fase di concordia tra le forze politiche e ricorda l'impegno assunto dal Pdl nell'incontro di ieri, poi termina l'intervento.

13:12 Il presidente Napolitano, visibilmente stanco, esprime soddisfazione perché "si è aperta l'unica prospettiva di governo possibile, quella di una larga convergenza delle forze che possono garantire la maggioranza in entrambe le Camere. Non sono state poste pregiudiziali sul nome a cui conferire l'incarico"

13:11 Terminano le dichiarazioni di Enrico Letta. Ora è atteso Giorgio Napolitano.

13:09 Domanda sulle dichiarazioni di Alfano, che pone condizioni stringenti. Letta rimanda ogni valutazione al colloquio con il Pdl ma ammette di non essere sicuro di riuscire a formare il governo. "L'esecutivo non nascerà a tutti i costi"

13:07 Letta si congeda dai giornalisti ringraziando Napolitano e rifiutando di fare nomi per il totoministri. Definirebbe il suo esecutivo "un governo di servizio al paese". Poi afferma che sentirà Renzi e Amato nel corso delle consultazioni.

13:05 Ancora Letta: "La politica ha perso credibilità, per questo cercherò che da questa esperienza escano le riforme che servono, la riduzione del numero dei parlamentari, il superamento del bicameralismo perfetto e la legge elettorale per cui, se anche si rivotasse immediatamente, si avrebbe lo stesso effetto. Non possiamo permetterlo. Parlerò con tutte le forze politiche presenti in Parlamento perché per queste riforme serve la più larga partecipazione. Questo si può fare se l'Italia spingerà per cambiare le politiche europee troppo attente all'austerità, che non sono più sufficienti. Cercherò di utilizzare il più breve tempo possibile, quindi svolgerò nella giornata di domani le consultazioni e spero di tornare dal Presidente della Repubblica a sciogliere la riserva nel più breve tempo possibile."

13:01 Il premier incaricato Enrico Letta esce dal colloquio con Napolitano e spiega ai giornalisti: "Ho ricevuto l'incarico che ho accettato con riserva secondo la formula di rito. La sorpresa con cui ho ricevuto l'invito è pari al senso di responsabilità che sento sulle mie spalle. Sappiamo tutti in che situazione siamo, il paese aspetta un governo e sento questa responsabilità sulle mie spalle più forte della capacità di reggerla, ma penso che il paese abbia bisogno di risposte. Ha bisogno di risposte quella parte del paese che soffre per il lavoro che non c'è, le imprese che chiudono, la povertà che cresce, i giovani che vanno via. Il primo impegno è quello di dare risposte a queste emergenze"

12:57: il segretario generale Donato Marra annuncia che Enrico Letta è il premier incaricato e ha accettato con riserva, come da prassi.

12:55 Mentre Letta è ancora con Napolitano, arrivano le congratulazioni via Twitter di Matteo Renzi



Mentre Angelino Alfano mette in guardia il Pd da un nuovo "caso Marini".

12:45 Prosegue il colloquio del (presumibile) premier incaricato con il Presidente della Repubblica. Fuori la porta dell'ufficio di Napolitano sono arrivati i corazzieri, segno che l'incontro sta per volgere al termine.

12:30 Enrico Letta è arrivato al Quirinale e ora è a colloquio con Giorgio Napolitano.

12:00: Enrico Letta è stato convocato al Colle per le 12:30, ne dà notizia un comunicato del Quirinale. Sarebbe quindi il vicesegretario del Pd il premier incaricato dal Presidente Napolitano di formare il nuovo governo.

24 aprile: fra poco il Presidente Napolitano si presenterà ai giornalisti per annunciare il nome del prossimo premier. Si rincorrono le voci, anche se la rosa di nomi si è ristretta a due: Enrico Letta e Giuliano Amato.

Secondo Repubblica – che ieri sera dava per certo Amato – nelle ultime ore sono cresciute le quotazioni del vicesegretario Pd e "fonti parlamentari" dicono che è a lui che il Capo dello Stato darà l'incarico. Su Letta jr. non ci sono preclusioni da parte del Pdl, che però preferirebbe Amato.

Secondo il quirinalista del Corriere della Sera Marzio Breda, solitamente informatissimo sulle decisioni di Napolitano, sarebbe invece sicuro l'incarico a Giuliano Amato, anche perché sia Pd che Scelta Civica si sono rimessi alle decisioni del Capo dello Stato mentre Berlusconi ha fatto espressamente il nome dell'ex braccio destro di Craxi. Ancora poche ore e sapremo chi ha ragione.

Consultazioni, Pd e Pdl: carta bianca a Napolitano


20:00

: terminata la giornata di consultazioni-lampo del Presidente della Repubblica Napolitano. Nel pomeriggio il Capo dello Stato ha incontrato le delegazioni di M5S, Pdl e Pd.

Il Movimento 5 Stelle ha ribadito la contrarietà a partecipare a un governo di larghe intese, riservandosi però di votare su singoli provvedimenti: "La nostra sarà una opposizione seria e matura che non vota sempre contro ma a seconda delle le proposte, se avranno come fine il bene centrale dei cittadini e non quello dei partiti" hanno dichiarato i capigruppo Crimi e Lombardi.

Il Pdl, per bocca di un telegrafico Berlusconi, ha spiegato di voler appoggiare qualsiasi decisione prenda Napolitano: "Aspettiamo che il presidente decida a chi affidare l'incarico poi, a quel punto, cercheremo di dare il maggior sostegno possibile a chi sarà incaricato. bbiamo confermato la nostra posizione manifestata tutte queste volte e cioé la necessità che ha il Paese, data la crisi in cui di trova, di un governo forte che possa prendere provvedimenti importanti che non sia di passaggio ma duraturo"

Infine il Pd, che si è presentato con il vicesegretario Enrico Letta e i capigruppo Zanda e Speranza. Seguendo quanto emerso dalla direzione nazionale, il Partito Democratico non ha fatto nomi per la presidenza del Consiglio ma si è rimesso a Napolitano: "Ci atterremo alle scelte che il presidente della Repubblica farà nella giornata di domani", aggiungendo che la necessità è quella di un governo che sappia riformare la Costituzione con una riduzione dei parlamentari e l'abolizione delle Province.

A questo punto non resta che aspettare le dichiarazioni di Giorgio Napolitano, previste per domattina.

14.00: mentre tutti gli occhi sono puntati sulle due assemblee del Movimento Cinque Stelle e del Partito Democratico, la Lega Nord fa sapere che non voterà un governo di Giuliano Amato.

12.40 Fratelli d'Italia al termine delle consultazioni con Napolitano: "Ringraziamo Giorgio Napolitano per l'impegno gravoso che ha assunto chiamato in causa dalla difficoltà della politica ma ribadiamo indisponibilità ad appoggiare un presunto governo delle larghe intese. Abbiamo già visto con il Governo Monti come non si possano immaginare risposte coraggiose con un governo in cui i membri la pensano in maniera diametralmente opposta, si rischia il compromesso al ribasso. Voteremo i provvedimenti che dovessimo considerare utili e giusti per gli italiani", queste le parole di Giorgia Meloni, che precedentemente aveva anche detto che "proporre Renzi premier sarebbe una scelta molto coraggiosa".

12.20 anche Sel boccia l'ipotesi delle Grandi intese. Il Presidente del Gruppo misto al Senato, Loredana De Petris, lo ha ribadito alla fine delle sue consultazioni:

«Sel ha grande stima e grande fiducia nel presidente Napolitano, ma al tempo stesso indisponibile a dare la fiducia ad un governo di larghe intese". Così, al termine delle consultazioni con il capo dello Stato, il presidente del Gruppo misto al Senato Loredana De Petris».

10.30: cominciano adesso le consultazioni per la formazione del nuovo Governo. Un po' a sorpresa, saranno consultazioni davvero "lampo", visto che Giorgio Napolitano ha deciso di incontrare tutti oggi. Obiettivo: Governo entro la settimana.

Si comincia, dunque, con Pietro Grasso. E si finisce alle 18.30 con il Partito Democratico, per quella che si prevede una giornata politica intensissima.

Si ricomincia da capo. Giorgio Napolitano, dopo aver giurato ed aver dato inizio al suo secondo mandato, torna a darsi da fare per la formazione di un Governo. E così, ecco che oggi si riprende da dove ci si era fermati. Si riprende, cioè, dalle consultazioni per la formazione di un nuovo Governo, come in un infinito giorno della marmotta.

Il comunicato ufficiale del Quirinale lascia presagire consultazioni lampo:

«Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, avvierà domani mattina, ricevendo il Presidente del Senato della Repubblica, Pietro Grasso, e la Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, un rapido giro di incontri con le rappresentanze parlamentari essenzialmente per verificare ogni eventuale aggiornamento delle posizioni già illustrate nelle precedenti consultazioni per la formazione del nuovo Governo».

Si comincia, dunque, come da tradizione – anche se qui tutte le tradizioni sono saltate, diciamocelo – con le due cariche istituzionali per poi passare ai gruppi parlamentari.

Il precedente giro di consultazioni si era concluso il 30 marzo 2013: in molti avevano teorizzato, a quel punto, visto lo stallo seguito all'incarico condizionato conferito a Bersani, la possibilità di dimissioni del Capo dello Stato. Sottovalutandone, evidentemente, le risorse e l'energia.

Era seguita la mossa, criticatissima, dei dieci saggi per produrre un documento condiviso su cui avrebbero dovuto lavorare il nuovo governo e, evidentemente, anche quel nuovo Presidente della Repubblica che non c'è.

Cos'è cambiato da allora? Ma naturalmente il fatto che ora Napolitano, al bis, ha recuperato quel potere che il semestre bianco gli aveva tolto: la possibilità di sciogliere le camere. Un potere che potrà usare come deterrente per convincere Pd e Pdl a fare il Governo delle larghe intese (cosa che del resto lo stesso Napolitano auspica da tempo, e che ha ricordato ieri, nel discorso di giuramento).

Non si capisce, altrimenti, quale possa essere il senso di un nuovo giro di consultazioni: sarà interessante vedere, piuttosto, se il Partito democratico cambierà radicalmente rotta (e, tanto per cominciare, capire chi manderà al Colle).

Governissimo in vista, insomma.

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