Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Siria. Assad: rischio di guerra in Medio Oriente dopo l’attacco israeliano alla Freedom Flotilla. “Piromane”. E’ l’esplicito aggettivo con cui il presidente siriano ha definito il governo di Tel Aviv, nel corso di un’intervista trasmessa oggi dalla BBC . Assad ha affermato che l’attacco israeliano al convoglio umanitario “ha distrutto ogni opportunità di pace nell’immediato futuro”

Il presidente siriano ha aggiunto che, anche prima del blitz, non vedeva l’amministrazione Netanyahu come un partner per costruire il processo di pace nella regione, affermando che si tratta di un governo diverso da tutti quelli che lo hanno preceduto.

Secondo Assad, l’attacco delle forze armate di Tel Aviv alla Mavi Marmara e l’uccisone dei nove attivisti turchi hanno reso più concreto il rischio di una guerra in Medio Oriente, anche se ha ribadito che “realisticamente c’era questo rischio prima del raid perché avevamo altre prove in merito alle intenzioni di questo governo, alle sue intenzioni nei confronti della pace, verso i palestinesi, alle sue intenzioni di uccidere i palestinesi” .

FMI: la Cina rivaluti la propria moneta
Olivier Blanchard, il capo economista del Fondo Monetario Internazionale, ha esortato Pechino a rivalutare il prima possibile lo Yuan, affermando che tale manovra sarebbe nell’interesse della stessa Cina.

“Alcuni settori in Cina si stanno surriscaldando e i lavoratori chiedono migliori condizioni salariali” ha dichiarato Blanchard al giornale economico finlandese Kauppalehti , auspicando che il rischio di inflazione non aumenti.
La Cina continua, infatti, a praticare una politica di svalutazione della propria moneta, che le permette di favorire le esportazioni mantenendo bassi i prezzi dei propri prodotti.

Non è il primo appello che viene rivolto in tal senso ai dirigenti cinesi. Lo scorso febbraio Obama aveva fortemente criticato la politica monetaria di Pechino, accusandola di usare lo Yuan come un arma economica per mantenere artificialmente alti i prezzi dei prodotti USA e abbassare quelli dei propri.

Il governo cinese aveva respinto al mittente le accuse di Obama, affermando che i tassi di cambio erano ragionevoli. E’ facile credere che anche le esortazioni del FMI cadranno nel vuoto.

Sudafrica: Get out Fifa mafia! E’ uno degli slogan dei lavoratori degli stadi sudafricani, in sciopero da domenica per chiedere migliori condizioni salariali. Dopo gli scontri con la polizia dei giorni scorsi, ieri, a Durban, si è tenuta una marcia di circa 3000 persone. I manifestanti – per lo più addetti alla sicurezza degli stadi - si dichiarano arrabbiati e affermano di essere sottopagati e sfruttati.

“Sono stata disoccupata per anni e lavorare come addetta alla sicurezza per i Mondiali di calcio mi fa sentire di aiutare il mio Paese” ha affermato una delle lavoratrici in sciopero “ma merito di essere pagata per il mio lavoro e pagata bene”.
I principali sindacati sudafricani hanno chiesto alle autorità di investigare sulle condizioni di lavoro degli steward degli stadi, che sembrano essere stati assunti per la maggior parte senza contratti scritti e con condizioni inferiori a quelle garantite dalla legge.

Per le forze di polizia, al momento, l’unica priorità è farsi carico della sicurezza negli stadi per garantire il normale svolgimento delle partite.

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