Diretta dal Forum PDigitale di Roma: Nessuno tocchi i blog, l'intervento di Bersani


Abbiamo cominciato stamattina a seguirli, e dopo circa sette ore di maratona dialettica, forse si tocca l'argomento. Forse. I blog e la legge bavaglio (piuttosto trasversale nella lunga genesi e nel parto recente), quella su cui praticamente i media ufficiali stendono un omertoso silenzio.

Da pochi giorni il Senato ha approvato il ddl intercettazioni: un testo che tutela gli affari sporchi ed uccide il diritto all'informazione. Noi siamo ovviamente particolarmente attenti anche alle censure che riguardano Internet. Dietro la favola della sicurezza (?), si punta ad equiparare siti informatici e giornali, dando ai blogger l'obbligo di rettifica in 48 ore.

Il comma 29 dell’art. 1 prevede che la disciplina in materia di obbligo di rettifica prevista nella vecchia legge sulla stampa del 1948 si applichi anche ai “i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”! I blogger dovranno provvedere a dar corso ad ogni richiesta di rettifica ricevuta, entro 48 ore, pena, in caso contrario, sanzioni fino a 12.500 euro.

Il PD esce per una volta allo scoperto (questo evento dovrebbe dimostrarlo: il tema è "Politica Digitale, il PD si schiera") e chiede di abolire l'obbligo di rettifica in 48 ore per siti e blog. Finalmente parla anche Bersani. Lo intervista Floris.

Bersani appare ora, inseguito da un nugolo di fotografi e cameramen. Prima domanda di Floris: "Cos'è la banda larga?". Ansia in sala. Ma Bersani se la cava bene, deviando in angolo deficit. La banda larga ci può dare una mano. E' una banda... per bene. Come ex ministro dello Sviluppo Economico, ad ogni modo, Bersani insiste sulla necessità di completare quelle infrastrutture che erano state messe in agenda già all'epoca.

I miliardi (ben 4) che erano previsti all'epoca anche per quel progetto, sono stati bruciati nel calderone del Governo, per diversi motivi. Ora Bersani si dice scettico anche sui famosi seicento milioni del piano Romani. Il PD prosegue a ritenere fondamentale però nel suo programma, la lotta al Digital Divide, ancorché ora ci sono le frequenze del Digitale Terrestre.

Berlusconi, ricorda Bersani, nell'ennesimo, conclamato conflitto d'interessi (ora è anche ministro dello Sviluppo Economico) è un po' old nella sua tendenza televisiva. La Rete è senza ombra di dubbio il futuro. Stiamo, come Stato, solo perdendo tempo.

Floris ne approfitta per farci perdere tempo riguardo al suo posto in Rai ("la preoccupa più Alitalia o la Rai?"). Quindi si parla d'impresa, d'innovazione, con una serie di luoghi comuni, che un fondo di Alberoni in confronto sembra Joyce. Poi finalmente ecco l'argomento che ci ha ipnotizzato fino farci giungere e resistere qui.

Merito anche di una domanda di uno spettatore stufo. E Bersani prende coraggio. "Un grande partito popolare deve puntare sul cambiamento, usare più la Rete. Ed Internet deve quindi rimanere libera". Applausi. Timidi. Floris riprende la guida. Capitolo intercettazioni, con la postilla dei blog.

Bersani nega qualunque pretesto sicurezza per imbavagliare l'informazione. C'è un problema privacy, ma la limitazione che propone il Governo è risibile, probabilmente anche infruttuosa. L'opposizione del Paese è forte su questo tema. E Bersani non si fida nemmeno delle riflessioni legislative che spesso la maggioranza promette.

C'è un po' d'imbarazzo sulle intercettazioni perché nell'armadio passato qualche scheletro imbavagliatore si ricorda. Peggio ancora quando si torna a parlare della quotidianità di Bersani su Internet. "L'iphone è una distrazione, le mail me le curano". Va bè almeno è onesto. Certo, qualche brivido percorre gli astanti. Ci difenderanno? Nessuno tocchi i blog forse stava proprio in senso letterale. Cioè faremo come sempre da soli. Tocchiamoci...


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