Chi è Luciano Ciocchetti?


Chi ieri ha commentato il post riguardante l’accordo raggiunto nel Lazio tra l’Udc e Renata Polverini sì è soffermato sul passato di Luciano Ciocchetti che da questa trattativa ha ottenuto sia la vicepresidenza della Regione che l’assessorato all'Urbanistica.

Ice, nello specifico, ha ricordato a tutti gli utenti di questo sito che l’esponente politico è stato uno dei tanti che ha fatto parte già della gestione di Francesco Storace, al termine della quale la crisi della sanità locale si fece seria.

Stuzzicato da questa segnalazione ho iniziato a ricercare on-line tutta una serie di elementi per provare a tracciare il ritratto di Luciano Ciocchetti il cui doppio incarico non rappresenta solo il risultato di un accordo politico. Pieferdinando Casini sul collega punta molto.
E’ il 2008 quando Luciano Ciocchetti, reduce da un passaggio al Governo nazionale, si candida per diventare sindaco di Roma. L’Udc, a differenza della strategia adottata nei successivi appuntamenti elettorali, decide di correre da solo. Fallendo.

Dopo un ballottaggio Gianni Alemanno subentrava a Walter Veltroni, che nel frattempo si era dedicato all’avvio del Partito Democratico. A Luciano Ciocchetti l’operato locale dell’ex Ministro dell’Agricoltura non convinse fin da subito tanto che ad un anno dall’elezione dichiarò:

“E' passato circa un anno dall'elezione del sindaco di Roma e il tempo del rodaggio ormai è finito. E' giunto il momento di raccogliere le istanze dei cittadini e dare risposte concrete. Certo, finora le soluzioni dell'attuale Giunta sono state scarse e insufficienti di fronte alla necessità di imprimere una forte e decisiva discontinuità come richiesto dai cittadini con il voto.

Veltroni è caduto - prosegue Ciocchetti - perché la Capitale è stata lasciata nel degrado e nell'abbandono. Oggi si continua nella stessa direzione e la bagarre dialettica che si sta facendo sul caso “Roma capitale della sporcizia” rischia di sostituirsi al vero problema che é, appunto, la condizione di degrado della Capitale”.

Quanto dichiarato, in quell’occasione, non deve sorprendere. Luciano Ciocchetti, fatta eccezione per l’operato fatto in qualità di deputato, si occupa da sempre di urbanistica. La nomina ricevuta nei giorni scorsi da Renata Polverini è una riconferma poiché già durante la gestione Storace l’esponente politico si era occupato di costruzioni.

A proposito del lavoro fatto con Francesco Storace si legge nella biografia ufficiale:

“Nel 2000 Ciocchetti arriva al consiglio regionale del Lazio prima come capogruppo e poi come assessore all’urbanistica e casa. Come assessore all’urbanistica e casa si distingue per i finanziamenti per l’edilizia residenziale pubblica per una somma pari a 106 milioni di euro, per i finanziamenti a favore del “Villaggio della Speranza”, e di altri tre importanti progetti di residenzialità sociale protetta.

Promuove lo stanziamento di 3 milioni e 699mila euro per i contatti di quartiere del comune di Roma, il finanziamento complessivo di 750 milioni di euro per l’emergenza abitativa nella città di Roma e nel Lazio, e l’approvazione della legge regionale sul condono edilizio”.

L’impegno maturato in ambito residenziale non ha però precluso un interessamento verso la sanità del Lazio su cui lo stesso Ciocchetti ritorna a porre l’accento durante la campagna elettorale che ha valso a Renata Polverini la vittoria su Emma Bonino.

Parlando dell’emergenza sanitaria maturata durante la gestione Storace ha dichiarato:

“Pensiamo che un conto è il commissario, ed è giusto che sia il presidente eletto, un altro conto è l’assessore alla sanità, che serve non per gestire il presente ma per programmare il futuro, con il ruolo di fare una vera riforma strutturale e ridisegnare l’organizzazione della sanità. Renata sa bene che per vincere questa sfida bisogna condividere obiettivi e decidere strategie di comune accordo, e questa scommessa dobbiamo portarla avanti insieme”.

Stando a quanto dichiarato in campagna elettorale sembrerebbe che l’impegno dell’esponente politico è tutto verso la risoluzione di un problema di sua competenza. I fatti, come sottolineato da Ice, lo smentiscono.

Luciano Ciocchetti fa parte della giunta Storace sulla quale gli inquirenti indagheranno. Stando a quanto raccontato proprio nelle scorse settimane dal Messaggero il Lazio ha maturato nei confronti dello Stato un debito stratosferico. Per i prossimi vent’anni, a causa di una truffa realizzata anche da tre assessori (Giulio Gargano, Giorgio Simeoni e Marco Verzaschi), la regione dovrà pagare al Paese 280 milioni di euro ogni dodici mesi.

Sul debito si ragiona da tempo tanto che durante la gestione Marrazzo è lo stesso Ciocchetti a sostenere che il debito maturato nei confronti del Paese sia in realtà molto più alto di quanto sostenuto dal Partito Democratico che allora si occupava della gestione della Regione.

E’ il 17 dicembre del 2008 quando in collaborazione con Raffaele D’Ambrosio Luciano Ciocchetti propone, per risolvere il problema della sanità, di iniziare una collaborazione con le strutture private.

“Bisogna - dichiarò in quell’occasione Luciano Ciocchetti - riavviare con urgenza il sistema di autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie private. Da tempo la sospensione delle autorizzazioni sta determinando gravi difficoltà nell'ambito degli operatori dei settori sanitari privati, costringendoli alla dismissione delle attività e al conseguente rischio, da parte di terzi, a intraprendere iniziative speculative e di acquisto su larga scala”.

Questo è, in estrema sintesi, quanto fatto finora da Luciano Ciocchetti. Ora non ci resta di seguire il lavoro che farà con Renata Polverini per capire fino a che punto gli sbagli di Francesco Storace non gli siano davvero imputabili.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO