È morto Teodoro Buontempo, presidente de La Destra

Aveva 67 anni

Si è spento a Roma nella notte Teodoro Buontempo, storico esponente della destra italiana. Aveva 67 anni ed era ricoverato da alcune settimane: non si conoscono particolari sul motivo del ricovero, ma secondo voci era in attesa di un trapianto di fegato. Lo scorso febbraio era stato coinvolto in un incidente stradale in cui non aveva riportato danni, ma non è dato sapere se questo ha qualcosa a che fare con l'aggravarsi del suo stato di salute. Già da ieri Il giornale d'Italia, il quotidiano de La Destra, aveva annunciato che Buontempo era in fin di vita.

Nato in provincia di Chieti nel 1946, Teodoro Buontempo – soprannominato "er pecora" – si trasferisce a Roma a vent'anni e per diverso tempo vive facendo piccoli lavoretti, dormendo in sistemazioni di fortuna o alla Stazione Termini. Nel frattempo però entra nella Giovane Italia, l'associazione giovanile dell'MSI, e quando questa si trasforma nel Fronte della Gioventù Buontempo ne diventa il primo presidente nazionale.

Si fa presto conoscere negli ambienti della destra romana, e non solo, per via del suo attivismo e del suo carattere intemperante che spesso lo mette al centro di polemiche. Alcuni esempi: dopo la visita a Roma del primo ministro cinese Li Peng, Buontempo si presenta con una ramazza per spazzare la scalinata del Vittoriano; al consiglio comunale di Roma parla per 28 ore consecutive (guadagnandosi il soprannome di "vescica di ferro") per fare ostruzionismo.

Nel 1981 viene eletto consigliere comunale al Campidoglio, carica che ricoprirà ininterrottamente per oltre tre lustri. Nel 1992 entra per la prima volta alla Camera nelle liste del Movimento Sociale. Dopo la "svolta di Fiuggi" aderisce ad Alleanza Nazionale pur mantenendo posizioni estreme che lo mettono presto ai margini del partito. Resta comunque in Parlamento nelle commissioni per i Trasporti e per l'Infanzia.

Nel 1997 è il candidato vicesindaco di Roma, ma il candidato sindaco Borghini viene sconfitto da Rutelli. Dal 2001 al 2006 è vicecapogruppo di An alla Camera, ma i contrasti con la linea del partito – troppo moderata – sono all'ordine del giorno, così quando Francesco Storace lascia Fini per fondare La Destra Buontempo lo segue e nel 2008 ne viene eletto presidente per acclamazione.

Nello stesso anno è il candidato de La Destra alla presidenza della Provincia di Roma e nel 2010 entra nella giunta Polverini come assessore alla Casa, il suo ultimo incarico pubblico. Alle elezioni dello scorso febbraio si era candidato alla Camera dei Deputati ma il suo partito non ha raggiunto la soglia di sbarramento.

Il soprannome "er pecora" non piaceva particolarmente a Buontempo, che accusò Francesco Rutelli di averlo coniato: ai tempi delle elezioni comunali del 1993, non potendo attaccare il rivale Gianfranco Fini, il futuro sindaco di Roma individuò in Buontempo il volto simbolo della destra da mettere alla berlina.

Foto © Getty Images

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