Scandalo rimborsi facili Basilicata, si dimette il governatore PD Vito De Filippo

Arrestati due assessori e un consigliere regionale.

Un nuovo scandalo riguardante i rimborsi illeciti ha toccato un'altra regione italiana. Vito De Filippo, Partito Democratico, governatore della regione Basilicata, si è, infatti, dimesso dal proprio incarico, dopo l'arresto di due assessori, Vincenzo Viti, Partito Democratico, e Rosa Mastrosimone, Italia dei Valori, e del consigliere regionale, Nicola Pagliuca, capogruppo de Il Popolo della Libertà.

Le accuse sono di peculato e false attestazioni riguardanti il biennio 2010-2011. Nell'operazione, sono coinvolte, in tutto, undici persone. L'inchiesta è coordinata dal Procuratore capo della Repubblica di Potenza, Laura Triassi. Gli altri provvedimenti cautelari, riguardo questa inchiesta, riguardano altri consiglieri regionali in carica come Antonio Autilio (IdV), Paolo Castelluccio (PdL), Agatino Mancusi (UdC), Mariano Pici (PdL), Alessandro Singetta (Gruppo Misto), Mario Venezia (PdL) e Rocco Vita (PSI), ai quali è stato notificato il divieto di dimora nella città di Potenza. All'ex consigliere, Vincenzo Ruggiero (UdC), invece, è stato notificato il divieto di dimora a Valsinni, paese in provincia di Matera, dove attualmente Ruggiero ha un incarico politico.

La procura ha comunicato che la cifra dei rimborsi illeciti è pari ad una cifra vicina ai 170mila euro. I sequestri a carico degl indagati ammontano alla medesima cifra: per ora, agli assessori e ai consiglieri regionali coinvolti nell'indagine, sono state sequestrate somme comprese tra i 5mila e i 18mila euro.

I rimborsi sono stati letteralmente "mangiati", nel senso che nella maggior parte dei casi riguarderebbero soprattutto pranzi e cene. Nel 2011, l'assessori Viti avrebbe speso oltre 25mila euro solo nei ristoranti ma nei rimborsi sarebbero stati incluse anche spese per pneumatici, viaggi, vacanze, cerimonie e addirittura il parquet di casa. Viti è anche accusato di aver gonfiato scontrini e ricevute di ristoranti, di aver agito con la complicità di Ascanio Emanuele Turco, cugino e commercialista, e di aver anche tentato di deviare le indagini, dopo la richiesta d'esibizione dei documenti riguardanti le spese.

Rosa Mastrosimone, invece, ha il dono dell'ubiquità: l'assessore, infatti, ha chiesto il rimborso per spese che avrebbe sostenuto in una sola giornata a Potenza, Roma e Matera. La Mastrosimone si sarebbe appropriata di una cifra pari a oltre 12mila euro per spese riguardanti, come sempre, la ristorazione (ma anche gomme da masticare, sigaretti e salumi comprati all'Autogrill).

Il consigliere Nicola Pagliuca, invece, si distingue per cultura musicale e golosità in fatto di dolci. Il capogruppo del PdL, infatti, avrebbe chiesto il rimborso per due cd musicali e per 130 euro spesi in una pasticceria. Pagliuca si sarebbe appropriato di una cifra pari a 18mila euro.

Il procuratore Triassi non ha escluso una possibile evoluzione di questa inchiesta con l'ingresso di altri indagati. Il gip Spina, invece, ha voluto sottolineare che gli indagati godevano già di uno stipendio definito "più che dignitoso".

Tornando a Vito De Filippo, l'ormai ex governatore della Basilicata era al suo secondo mandato: nel marzo 2010, infatti, con circa il 60 % dei voti, De Filippo è stato riconfermato alla guida della regione, superando proprio Nicola Pagliuca del PdL e Magdi Allam, fondadore del partito Io amo l'Italia.

Foto | © Getty Images

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