Emergenza! L'ultimo atto del Governo Monti

Il 24 aprile 2013, con tutti gli occhi puntati sul nuovo governo, ecco la decretazione dello stato d'emergenza a Palermo.

Mario Monti

Il governo Monti è finito. Era iniziato con un "Fate presto" titolato a sei colonne dal Sole 24 Ore, come se si dovesse rispondere a una catastrofe naturale (e infatti la citazione del titolo proveniva dal Mattino di Napoli, 1980, il giorno dopo il terremoto dell'Irpinia) ed è finito con un decreto d'urgenza. Che decreta un stato d'emergenza (per inciso, è finito anche con Mario Monti che, da Lilli Gruber, è semplicemente incapace di ammettere anche solo un errore del suo esecutivo: «Sicuramente ne ho commessi molti», dice, ma a dpomanda specifica non riesce a individuarne nemmeno uno).

Il 24 aprile 2013, mente ormai si spianava la strada ad Enrico Letta per la formazione del nuovo governo (anzi, del governissimo), il Governo Monti, per risolvere la drammatica situazione dei rifiuti nella città di Palermo, decretava lo stato d'emergenza.

Il che significa, come ben sanno tutti coloro che hanno approfondito il tema, che, in virtù dell'emergenza, si deroga all'ordinario e si utilizzano nuove leggi, le ordinanze. Non ne ha parlato quasi nessuno: ormai è considerata una prassi, in Italia. Un apporofondimento lo ha offerto Ecoblog.

E' un sipario perfetto, per il Governo Monti.

Nato in emergenza, ha saputo fare della decretazione d'urgenza un cavallo di battaglia (un po' spuntato dalla strana maggioranza parlamentare), così come i precedenti governi Berlusconi. In emergenza, si sa, bisogna correre, prendere decisioni: non c'è tempo per la democrazia, in emergenza (era un cavallo di battaglia dell'ex leader della Protezione Civile, Guido Bertolaso, questo modo di ragionare. E si è visto com'è andata all'Aquila). In emergenza ci vuole qualcuno che sappia cos'è meglio per tutti, e i media, i politici, tutti quanti, devono "raccontare" questo qualcuno come se fosse una specie di eroe senza macchia e senza paura; in emergenza bisogna azzerare il pensiero critico. E' stato fatto con Mario Monti, a suo tempo, proprio come era stato fatto dopo il terremoto aquilano.

In emergenza ci vuole un governo tecnico prima, un governo di "unità nazionale" poi (le virgolette sono necessarie). Già, ci siamo arrivati, con il governo Letta.

La logica emergenziale prosegue, con una coerenza quasi spaventosa.

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