Il sabato del villaggio. Berlusconi-Casini: colpo di stato o colpo di sole?

Complice l’anfitrione Bruno Vespa, Silvio Berlusconi ha giocato l’ultima carta per uscire dalla crisi in cui si dibattono Governo e maggioranza.

Così l’altra notte (in un party romano per i 50 anni professionali del giornalista di Porta a porta), presenti il primo collaboratore del Papa … cardinale Tarcisio Bertone il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi e il presidente delle Generali Cesare Geronzi, il premier (accompagnato da Gianni Letta) ha offerto all’invitato di … lusso Pierferdinando Casini l’ingresso nel Governo per “eliminare” il traditore Gianfranco Fini.

La proposta del Cavaliere è allettante: “Vieni a guidare il Paese con me, fai il vice presidente del Consiglio, prendi il ministero degli Esteri e scegli anche il sostituto di Scajola”.

Il leader dell’Udc ha (per ora) resistito, rilanciando: “Ci vuole un forte segnale di discontinuità, marcato da una crisi di governo, con conseguenti dimissioni del premier. Noi non facciamo la ruota di scorta. Ci vuole un nuovo Governo, nuovo programma, nuova maggioranza per fare vere riforme”.

Ma Berlusconi (per ora) non può e non vuole ammettere di avere fallito e soprattutto teme che, aperta la crisi e passata la palla al Quirinale, possa rimanere definitivamente fregato.

Insomma il Cavaliere teme lo spettro di un nuovo Dini, di un governo di transizione come nel ’95, sotto l’ala protettrice di Scalfaro.

Il ghiaccio però è rotto. Nell’Udc i più premono su Casini perché accetti l’offerta succulenta di Berlusconi.

I colpi di stato di solito si fanno in piena estate. Stagione propizia ma anche pericolosa. Per i colpi di sole.

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