Nozze gay: Putin si arrabbia e ferma le adozioni verso la Francia

In Russia, fino al 1993, l'omosessualità veniva considerata come un reato e, prima ancora, come una malattia mentale.

Presidente russo

La Francia dice sì alle nozze civili gay? E allora la Russia chiude le porte alle adozioni verso il Paese transalpino. Martedì scorso il Parlamento di Parigi ha approvato definitivamente la legge che permetterà alle nuove famiglie - con genitori dello stesso sesso - di adottare bambini.

Cosa che a Vladimir Putin non è andata giù. Così, ieri, Mosca ha replicato parlando di legge che va contro i valori tradizionali russi, per cui chiede rispetto. La Russia nel frattempo modificherà gli accordi stretti con la Francia, e con tutti i Paesi che seguiranno la sua strada, per regolare le adozioni internazionali. Una situazione incandescente.

Putin ha abbracciato la teoria di Marina Orgejeva, deputata del Kaliningrad, secondo cui crescere con genitori omosessuali "non fa bene ai bambini". Nei giorni precedenti, Putin era stato in viaggio in Germania e Olanda chiedendo di tenere conto della specificità del suo Paese, in particolare di repubbliche con religione musulmana, come è la Cecenia.

Prima della Francia, Mosca aveva bloccato le adozioni negli Stati Uniti. La Russia si è ritirata dall'accordo il primo gennaio in risposta all'adozione di una legge da parte del Congresso americano, che prevede sanzioni verso i responsabili di violazioni dei diritti umani. Tornando alle nozze gay, bisogna ricordare che in Russia, fino al 1993, l'omosessualità veniva considerata come un reato e, prima ancora, come una malattia mentale.

Foto | © Getty Images

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