Governo Letta: il giuramento in diretta, consiglio dei ministri alle 13

L'esecutivo delle larghe intese di Enrico Letta giura oggi al Quirinale.

12.14: il primo consiglio dei Ministri del Governo Letta è stato anticipato alle 13.

11.36: breaking news: una sparatoria di fronte a palazzo Chigi

11.34: tocca a Cecile Kyenge, Ministro dell'Integrazione

11.33: giura il Ministro per le Riforme Costituzionali Gaetano Quagliariello

11.32: giura il Ministro Dario Franceschini, per i Rapporti col Parlamento

11.31: giura il Ministro Graziano Delrio

11.31: giura il Ministro Enzo Moavero Milanesi, Ministro per gli Affari Europeoi

11.30: subito dopo tocca ad Angelino Alfano

11.30: questa la formula che il Presidente del Consiglio e i suoi ministri pronunciano:

«Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della nazione»

11.29: Enrico Letta giura per primo, con un minuto di anticipo, di fronte al Presidente della Repubblica.

11.18: Enrico Letta è arrivato al Quirinale per il giuramento.

28 aprile 2013: alle 11.30 il Governo Letta giura per il suo insediamento. E' la fine del Governo Monti.

I 21 ministri (fra cui sette donne, come tutti amano sottolineare oggi) giureranno al Quirinale, nel Salone delle Feste.

Il discorsco con cui Giorgio Napolitano ha accolto la formazione del Governo non lascia dubbi circa la gioia del Presidente della Repubblica per essere riuscito nell'intento di formare un governo "politico" e di "larghe intese" al tempo stesso. D'altro canto, si tratta di un'idea che Napolitano ha in mente praticamente da sempre, da quando creò, all'interno del Partito Comunista Italiano, la corrente migliorista.

Ecco il suo discorso integrale, in attesa del giuramento dei Ministri che, naturalmente, seguiremo in diretta:

«Vorrei dire solo semplicissime parole a commento della presentazione del governo fatta dal Presidente Enrico Letta. Innanzitutto non c'è bisogno di alcuna formula speciale per definire la natura di questo governo: è un governo politico, formato nella cornice istituzionale e secondo la prassi della nostra democrazia parlamentare; è un governo nato dall'intesa politica fra le forze parlamentari che insieme potevano garantire e garantiranno al governo la fiducia nelle due Camere, come prescrive la nostra Costituzione; era ed è l'unico governo possibile, un governo la cui costituzione non poteva tardare oltre nell'interesse del nostro paese e nell'interesse dell'Europa; infine è il frutto di uno sforzo paziente e tenace del Presidente incaricato e dei leader delle forze politiche che hanno scelto la strada della collaborazione, nonostante tutte le difficoltà incontrate e prevedibili, e nonostante l'indispensabile supplemento di volontà di seria collaborazione da tutte le parti. Le caratteristiche di novità, di freschezza, di competenza che questo governo offre vi sono state già rappresentate dall'Onorevole Letta. Voglio ringraziarlo vivamente, perché è stato il Presidente incaricato l'artefice della nascita di questo governo, e ho assecondato il suo tentativo, il suo impegno, dopo averne dato le motivazioni nel mio discorso dinanzi alle Camere riunite lunedì scorso. Concludo con un auspicio che è anche una certezza, non soltanto un atto di fiducia: l'auspicio che questo governo si metta a lavorare rapidamente in spirito di fervida coesione. Credo che tutte le persone chiamate a farne parte diano a noi tutti la garanzia di voler lavorare insieme, senza conflittualità pregiudiziali e con il massimo impegno a trovare le soluzioni giuste ai problemi, rispondenti all'interesse generale. A ciascuno spetterà dare il contributo dal proprio punto di vista, ma - ripeto - in uno spirito di assoluta indispensabile coesione e reciproco rispetto. Grazie, buon lavoro a tutti, e buon lavoro soprattutto al Presidente del Consiglio, Onorevole Enrico Letta».

Sorprende, nel leggere il discorso di Napolitano, quell'insistere, quasi neolinguisticamente, sul concetto «era ed è l'unico governo possibile»: la negazione di alternative lascia sempre quel retrogusto di pensiero assolutista che non fa mai rima con "democrazia". Sorprende anche la totale assenza di riferimenti al risultato elettorale, alle urne, al popolo sovrano.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO