Sanità: Ferruccio Fazio tace sull’involuzione del Mezzogiorno


Sulle priorità del Ministro della Sanità Ferruccio Fazio, come già spiegato su queerblog.it, bisognerebbe ragionare bene. Dall’inizio della suo mandato, deciso a legislatura iniziata da Silvio Berlusconi dopo lo scoppio della pandemia riguardante l’influenza suina h1n1, il medico ha spesso ragionato su problemi superficiali.

L’ultimo è relativo all’utilizzo delle cravatte nelle corsie ospedaliere dove ieri i medici hanno scioperato per garantire ai cittadini italiani una sanità pubblica e efficiente che senza un determinato numero di personale è impossibile da migliorare.

Non più tardi di due giorni fa una bambina moriva di parto a Rossano, in provincia di Cosenza, dove la madre si era recata per farla nascere. La donna avrebbe dovuto partorire in un reparto chiuso.

“Più che prevedere tagli e ridimensionamenti - ha dichiarato Ferruccio Fazio commentando lo sciopero dei medici - si è deciso di lavorare sugli sprechi. Sul rimettere in ordine dove i conti erano fuori controllo e dove le risorse non vengono ancora utilizzate in modo corretto.

E’ possibile recuperare risorse, per esempio, nei ricoveri veri e propri. Pensiamo ad alcuni tipi di polmonite che possono essere curate anche a casa con l'assistenza sul territorio. Pensiamo alle fratture del femore, in alcune regioni i tempi di attesa per l'intervento sono sono molto brevi in altre molto lunghi rispetto all'urgenza.

Chi aveva situazioni difficili come Lazio, Campania, Molise e Calabria avrà molto di più da lavorare, ristrutturare e sanare gli sprechi. Gli altri si troveranno in situazioni più facilmente gestibili. Abbiamo modelli di sanità da prendere ad esempio. Come la Lombardia, il Veneto, la Toscana e l'Emilia Romagna. Gestioni diverse, amministrazioni politiche diverse ma sicuramente funzionanti. Da copiare”.

Il piano di ristrutturazione della sanità pubblica avviato da Ferruccio Fazio, come osservato persino dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, non tiene però in considerazione la recessione a cui è sottoposto il paese in questo momento il paese.

Stando all’ultimo rapporto Svimez (l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) solo una famiglia su cinque al sud può pagarsi le cure mediche tanto che i dati suggeriscono una drammatica involuzione. Sembra, osserva la Svimez, che negli ultimi 10 anni non sia stata apportata nessuna miglioria alla sanità del Mezzogiorno.

Probabilmente Ferruccio Fazio ha ragione quando sostiene che in molte strutture ospedaliere si sono verificati degli inutili sprechi. Di fatto, nella storia di un paese, ci sono momenti precisi per intervenire. Quello che stiamo vivendo forse non è quello più adatto.

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