Governo Letta: la fiducia alla Camera. Ma quale copertura finanziaria?

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Enrico Letta è il Presidente del Consiglio

23.00: bocce ferme a Montecitorio. Il paese ha quasi un Governo (domani Letta incasserà anche la fiducia al Senato senza problemi), la fiducia c'è, la maggioranza pure le opposizioni (più o meno anche).

Quel che non si sa dove sia è la copertura finanziaria per mantenere tutte le promesse che ha fatto Enrico Letta in Parlamento. E la cosa divertente è che se lo chiedono sia a sinistra (Sel), sia a destra (Libero e Brunetta) sia al centro (Stefano Fassina, per il Pd, ha detto: «Va allentare la morsa dell'austerità, ma è anche necessario fare attenzione a promesse come quella sull'Imu, perché se per coprirne l'abolizione si mette mano all'Iva si compie una manovra iniqua». E si è chiesto, appunto, quale copertura ipotizzi il governo).

Letta può sorridere, per ora. Ma i nodi prima o poi dovranno ben venire al pettine, e la matematica e i conti non conoscono larghe intese né senso di responsabilità.

21.45: il nuovo governo delle larghe intese ottiene la fiducia alla Camera con 453 sì, 153 no e 17 astensioni. I Sì arrivano da Pd (tranne Pippo Civati), Pdl e Scelta Civica, si astiene la Lega e votano no Movimento 5 Stelle, Sel e Fratelli d'Italia.

21.09: mentre la prima chiama prosegue lentamente, un breve commento sulla giornata di oggi. Che ha visto, senza ombra di dubbio, il Movimento Cinque Stelle contro tutti.

20.28: inizia la votazione per appello nominale

20.00: Brunetta in un discorso che sembra quasi ispirato, chiede la «pacificazione». «Giudiziaria, tra politica e antipolitica» e via dicendo.

19.50: Migliore di Sel definisce quello di Letta

«Discorso ambizioso con cui vogliamo misurarci».

Però, Sel resta all'opposizione, spiega, perché:

«Noi non ci fidiamo, nel suo discorso non c'erano soggetti in carne e ossa: non c'erano gli studenti indignati per la riforma della Gelmini e Tremonti, non c'erano quelli dell'acqua bene comune. Non ha parlato delle banche e della speculazione finanziaria, non c'erano le donne e quelli che hanno chiesto libertà di informazione. Il prezzo di questa crisi non può pagarlo chi ha sempre pagato».

Infine la proposta: affidare la convezione per le riforme a Stefano Rodotà.

19.36: la Lega Nord ha deciso di astenersi.

19.01: partono le dichiarazioni di voto.

18.59: il Presidente del Consiglio si rivolge al Movimento Cinque Stelle in particolare:

«Sono rimasto colpito e dispiaciuto del fatto che i partiti non della maggioranza non abbiano ripreso alcun riferimento alla 'Costituente': la rilancerò perché sono sempre più convinto di quello 'scongelatevi' perché le riforme dobbiamo farle insieme».

18.56: Enrico Letta replica al dibattito in aula

18.41: Angelo Tofalo chiede Copasir e Vigilanza Rai al 5 Stelle. Attacca duramente Fratelli d'Italia e la Lega Nord, che ritiene opposizioni strumentali, e si augura che quella di Sel sia un'opposizione reale.

18.25: la Bindi chiede che questo non sia un governo di corresponsabilità col passato. E chiede che si alimenti la dialettica fra le differenti idee politiche. Inoltre, aggiunge: «Non vorrei che tagli alla spesa pubblica e alla pressione fiscale si traducano in minori tutele per i cittadini».

18.22: Rosy Bindi, già presidente del Pd, poi dimissionaria, annuncia il suo sì (e quello del Partito democratico) alla fiducia.

18.20: il deputato Fava insiste sugli F35 e sul ripudio della guerra sancito dalla Costituzione

18.16: Claudio Fava (Sel) promette un'opposizione costruttiva.

18.07: Mariastella Gelmini condivide tutto quel che ha detto Letta. Larghe intese, dicevamo.

18.01: la parte interessante della giornata di oggi è rappresentata, c'è poco da fare, dalle prese di posizione del M5S, che hanno deciso di dedicare i loro interventi ai singoli ministri. Emanuela Corda si rivolge a Lupi, di cui mette in dubbio le competenze in termini di trasporti e infrastrutture, per poi ricordare che l'unica cosa per cui lo si ricorda sul tema è il suo "sì" alla Tav («opera che stanno mettendo in discussione esperti di tutto il mondo»).

Dadone, M5S

17.46: Fabiana Dadone si rivolge ad Alfano, lo critica, poi fa proposte: numeri di identificazione sui caschi degli esponenti delle forze dell'ordine, sciogliere i corpi speciali e sostenere la Dia (una proposta che fu di Napolitano, dice la Dadone) e restituire dignità alle forze dell'ordine rinforzandone la dotazione

17.44: citazione cinematografica per Pisicchio. Italia come "The Terminal".

17.40: Alessandro Di Battista (Movimento Cinque Stelle) dedica tutto il suo discorso al Ministro Cancellieri, alla lotta alla corruzione, alla penalizzazione del falso in bilancio.

17.35: Giorgio Airaudo inizia il suo discorso per il "no" di Sel con il tema degli esodati, uno dei più clamorosi errori del governo Monti.

17.27: Fassina per il Pd parla di «sviluppo sostenibile».

17.10: il Movimento Cinque Stelle, nella persona di Colletti, inonda l'aula di accuse. Di Maio blocca il collega, che aveva sforato. Ma ben due deputati (uno del Pd, uno del Pdl) invitano al richiamo del regolamento. Ma cosa aveva detto, Colletti? Questo uno dei passaggi incriminati:

«Presidente Letta, visto il ministro dell'Interno scelto - o che gli è stato imposto - questo sembra il governo della trattativa stato-mafia, il governo del bavaglio alla magistratura»

16.50: Fratelli d'Italia conferma il no alla fiducia al governo Letta, pur apprezzandone lo sforzo. Per molti si tratta di una manovra per evitare che le commissioni di Vigilanza Rai e il Copasir vadano a Sel e, soprattutto, al Movimento Cinque Stelle. L'arringa di Edmondo Cirielli ha più punti d'accordo con Letta che punti contrari.

16.30: la seduta riprende, ecco il dibattito e poi, dopo la replica di Letta, le dichiarazioni di voto.

16.04: la seduta è sospesa fino alle 16.30, per consentire a Enrico Letta di depositare il testo programmatico al Senato.

Alle 15 Enrico Letta parlerà ai deputati per chiedere la fiducia. Un discorso incentrato sulle ragioni del governissimo, sulla crisi economica e della politica.
15:58 Legge elettorale: Letta promette l'abolizione del "porcellum" e sponsorizza il ritorno al sistema elettorale precedente.

15:56 Letta: «Fra 18 mesi verificherò il risultato delle riforme istituzionali». La scadenza (rinnovabile) del nuovo governo è quindi fine 2014.

15:55 Un discorso ricco di temi e promesse quello del premier Letta: quella più immediata è l'abolizione dello stipendio per i ministri parlamentari, in modo da evitare la doppia indennità. Un provvedimento "grillino". Ma c'è anche l'abolizione dell'Imu, con lo stop già a partire da giugno: una misura per compiacere Berlusconi. È ancora da capire con quali soldi si potranno varare questi provvedimenti.

15:50 Il premier Enrico Letta annuncia: «Il primo atto del nuovo governo sarà un decreto che eviterà che ministri già parlamentari ricevano la doppia indennità».

15.00 Tra pochi minuti avrà inizio il discorso di Enrico Letta alla Camera per chiedere la fiducia al suo governo. Un discorso che sarà incentrato sulle ragioni che hanno portato alla nascita del governissimo e quali saranno le misure più urgenti da prendere.

13.00: mentre ci apprestiamo a seguire in diretta il voto di fiducia alla Camera per il Governo Letta, qualche considerazione sul senso del voto di fiducia, sulla larga intesa, sul termine stesso e sul fatto che non sapremo mai se altri l'avrebbero avuta, la fiducia politica.
(a.p.)

29 aprile 2013, ore 11 Due mesi dopo le elezioni che ci hanno consegnato un paese spaccato in tre, l'esecutivo di larghe intese che solo un accordo tra Pd e Movimento 5 Stelle poteva evitare è nato e si recherà oggi alla Camera per ottenere il primo dei due voti di fiducia del Parlamento. Alle 15 parlerà Enrico Letta, presentando il suo programma e spiegando quale sarà l'indirizzo del Governo Letta, dopodiché la Camera voterà la fiducia. Domani sarà invece la volta del Senato.

Di cosa parlerà Enrico Letta? Il suo discorso sarà sicuramente centrato sulle ragioni che hanno portato alla nascita di un esecutivo di larghe intese che la maggior parte degli italiani non vede di buon occhio, soffermandosi però soprattutto sulle proposte programmatiche del suo esecutivo: interventi sulla crisi economica e sulla crisi della politica (dalla riforma della legge elettorale alla fine del bicameralismo) in primis.

Ma come funziona il voto di fiducia? Al termine del discorso del Primo Ministro, i vari gruppi parlamentari motivano le ragioni del loro appoggio, o della loro opposizione, al governo che sta nascendo. Conclusa questa parte, tutti i parlamentari, nel caso di oggi i deputati, vengono chiamati a esprimere il loro voto. Si tratta quindi di voto palese, non nel segreto dell'urna come abbiamo visto nel caso delle elezioni del Presidente della Repubblica.

Non è necessario che ci sia la maggioranza assoluta di favorevoli perché il voto di fiducia sia valido, è importante che i "sì" siano più dei "no". Questa particolarità fa sì che siano possibili i cosiddetti "governi di minoranza"; ma per mostrare che il governo ha una sua stabilità politica è sempre preferibile che la maggioranza sia assoluta e non solo relativa.

Nel caso del Governo Letta il rischio non si corre, visto che il neo premier sarà appoggiato dalla totalità di Pdl, Scelta Civica e ovviamente Pd (al netto di alcune defezioni che forse stanno rientrando) per un totale di quasi 500 potenziali "sì". All'opposizione Sel, Fratelli d'Italia e il Movimento 5 Stelle (di gran lunga la pattuglia più consistente di quelle che contrarie al governissimo).

Nuovo Governo Letta - Primo Consiglio dei Ministri

Ancora da valutare la posizione della Lega Nord, che ha detto di voler prendere la decisione finale solo dopo aver sentito il discorso di Letta (nella speranza di udire la parola "macroregione") ma che da due giorni ha questa parte fa un gran baccano per protestare contro il ministro per l'Integrazione Cecile Kyenge.

La questione fiducia non si concluderà tra oggi e domani, in cui l'esito positivo è scontato. Sarà più avanti nella vita del Governo Letta che diventerà cruciale, quando inevitabilmente ci saranno i primi scontri tra Pd e Pdl, le minacce e i veti incrociati. Per superare i quali il premier sarà costretto a chiedere la fiducia (che può richiedere ogni volta che vuole verificare i suoi numeri) per l'approvazione di una legge contestata.

In questo modo chi decidesse di votare contro quella legge si farebbe carico anche della responsabilità dell'eventuale caduta del governo. Il voto di fiducia su singole leggi è quindi diventato uno strumento utilizzato (e abusato) per tenere serrate le fila di maggioranze esigue o litigiose. E nel giro di poche settimane anche il Governo Letta rientrerà in una delle due categorie.

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