Leggiamo i classici: lo "scontro di civiltà" secondo Amartya Sen

Sen

"Lo 'scontro di civiltà' era già molto di moda prima che i terribili eventi dell'11 settembre diffondessero ancora più conflittualità e sfiducia nel mondo. Ma quei terribili eventi hanno avuto l'effetto di amplificare enormemente l'interesse per questo tema. Molti autorevoli commentatori sono stati tentati di vedere un collegamento immediato tra le manifestazioni di conflitti a livello globale e le teorie di un confronto fra civiltà.

Un grande interesse ha accolto la teoria dello scontro di civiltà illustrata con forza nel famoso libro di Samuel Huntington. La più evocata è in particolare la teoria di uno scontro fra la civiltà 'occidentale' e la civiltà 'islamica'.

La teoria dello scontro di civiltà presenta due problemi distinti. Il primo, forse il problema di fondo, riguarda la praticabilità e la rilevanza di un metodo di classificazione delle persone basato sulla civiltà a cui presumibilmente esse 'appartengono'. L'altro viene dopo, e riguarda l'idea che gli individui, suddivisi in tanti compartimenti ognuno corrispondente a una civiltà, debbano in qualche modo essere antagonisti, che le civiltà a cui appartengono siano cioè reciprocamente ostili.

Alla base della tesi di uno scontro di civiltà c'è un'idea molto più generale sulla possibilità di considerare le persone in primo luogo come membri di questa o quell'altra civiltà. I rapporti tra diversi individui, nel mondo, possono essere considerati, secondo questo approccio riduzionistico, come rapporti tra le rispettive civiltà di (presunta) appartenenza.

[...] Considerare qualsiasi individuo innanzitutto come mebro di una civiltà (ad esempio, nella classificazione di Huntington, come membro del 'mondo occidentale', del 'mondo islamico', del 'mondo induista' o del 'mondo buddista') equivale già a ridurre le persone a quest'unica dimensione. La tesi dello scontro di civiltà, quindi, mostra i suoi limiti ben prima di arrivare a interrogarsi se sia effettivamente inevitabile - o anche semplicemente normale - che queste diverse civiltà (in cui viene rigorosamente suddivisa la popolazione mondiale) entrino in conflitto fra di loro.

Qualsiasi risposta diamo a questa domanda, anche in questa formulazione restrittiva, attribuiamo implicitamente credibilità alla presunta importanza esclusiva di quel metodo di classificazione rispetto a tutti gli altri modi in cui può essere suddivisa la popolazione mondiale".

Amartya Sen, Identità e violenza (2006), trad. it., Laterza, Roma-Bari 2006, pp. 42-43.

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