Governo Letta: c'è il voto di fiducia anche al Senato.

Dopo la fiducia incassata alla Camera, secondo appuntamento con il Parlamento per il nuovo esecutivo: una formalità, il voto di fiducia al Senato. Una formalità necessaria. Tutti gli aggiornamenti in tempo reale

14.09 Il Governo Letta ha ottenuto la fiducia.

Ecco il risultato della votazione al Senato.

Presenti 311
Votanti 310
Favorevoli 233
Contrari 59
Astenuti 18

13.11 Tutto secondo copione. Scelta Civica e il Partito Democratico, attraverso le parole del senatore Zanda, confermano la fiducia al governo. Iniziata la prima chiama, ci si attende (scontato) il verdetto favorevole dell'aula.

12.21 Parla Bitonci della Lega Nord: "Vogliamo capire cosa ne pensa delle tematiche legate alle immigrazione, dello ius soli e della cancellazione della Bossi-Fini. Ha invece enumerato una serie di criticità ben conosciute: senza sviluppo, crescita e lavoro non si esce dalla crisi e non si assolvono agli impegni presi in Europa. Apprezziamo la promessa riduzione del cuneo fiscale e la detassazione delle assunzioni dei giovani. Ci saremmo aspettati una presa di posizione maggiore sulla finanza malata. Il nostro voto dovrebbe essere a lei contrario, ma abbiamo apprezzato la carta delle riforme, quelle vere, costituzionali. Abbiamo apprezzato la proposta della Convenzione delle Riforme, un tempo che ci porta a voler essere protagonisti di queste riforme. Non ci interessano poltrone, ci interessano le risposte da dare al nord che governiamo, le infrastrutture, i tagli dei costi della politica, il federalismo fiscale e le macroregioni sul modello europeo. Su questa parte abbiamo modificato la nostra posizione, ci asterremo. Faremo da pungolo per le riforme".

11.52. Terminata la replica del premier Enrico Letta, si passa alle dichiarazioni di fiducia. Comincia Loredana De Petris di Sel: "Il suo governo è frutto di un'inversione a U rispetto a quello che si era celebrato con la stagione delle primarie, si è venuti meno al proprio mandato elettorale. E questo minerà la fiducia dei cittadini verso le politiche. Certo, ci sono responsabilità anche da parte del Movimento 5 Stelle, ma per lasciare una speranza al centrosinistra non possiamo votare la fiducia. La sinistra non può vivere di tattiche senza idee, non può passare sopra i propri principi e perdere la propria natura. La nostra sarà un'opposizione non pregiudizievole, per portare a casa alcuni obiettivi strategici come il reddito minimo garantito e la riforma della legge elettorale".

11.49. Letta sulle larghe intese: "Ho fatto un percorso personale dentro un partito che è orgoglioso della propria identità, che ha semplificato il panorama politico. Ma se siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto, non dobbiamo aver timore. Il nostro stendardo non deve essere quello con cui copriamo la nostra identità debole. La più importante caratteristica è il senso della realtà, se uno pensa che la realtà è solo quella che uno percepisce si sbaglia, la realtà magari non è quella che vorremmo. La vorremmo diversa, anche io l'avrei voluta e avrei voluto un governo diverso. Ma la realtà va messa davanti a tutto, oppure raccontiamo a noi stessi delle favole per toglierci dei pesi dalla coscienza".

11.42. Letta si concentra sulla crisi finanziaria: "Non si uscirà da questa situazione con una legge o un comma, ma solo recuperando la fiducia delle persone, anche nei confronti dell'Europa. Il disegno originario è giusto, ed è quello di non fare solo la moneta, ma una politica estera comune, politiche sociali comuni. Di tutto questo è stato fatto solo la moneta, tutto il resto è rimasto abbozzato, ed è per questo che non si riesce a dare risposta alla crisi. Si è guardato solo, in tutta Europa, alle elezioni delle indomani, pensando che 'i miei elettori non capiranno se cedo sovranità'. La vicenda della crisi europea è una vicenda di democrazia e di efficacia di risposte. Questo tema non è vicenda di trattati, ma di far capire alla burocrazia di Bruxelles e a tutti i cittadini che il nostro destino è comune, o noi ci rendiamo conto di questo o difficilmente l'Europa potrà rispondere a un mondo in cui ci sono potenze in ascesa da un miliardo di abitanti".

11.35. Letta: "Bisogna raccontare in Europa quello che è successo negli ultimi cinque giorni, un esercizio non semplice che continuerò a fare incontrando i leader europei. Vale il discorso di ieri, quella è la base da cui parte il nostro percorso e vale la squadra di ministri che avete davanti. La squadra lavorerà col Parlamento in un rapporto corretto, perché negli ultimi dieci anni il rapporto Parlamento-Governo si è reso sempre più asimmetrico, non solo colpa dei governi, ma anche colpa di un istituzione che non funziona con 945 parlamentari che lavorano in due camere che hanno gli stessi compiti. Per questo c'è bisogno di una costituente".

11.32. La replica di Enrico Letta: "Questa è una giornata che si caricata di molta preoccupazione, perché mi rendo conto che c'è un grande problema, c'è un carico di aspettative eccessivo rispetto a questo governo e rispetto alla oggettiva fragilità di quello che abbiamo fatto e stiamo facendo. La situazione che abbiamo di fronte rimane di grandissima difficoltà ed emergenza. E se noi siamo qui carichi di buona volontà e perché c'è questa situazione di emergenza perché ieri la Camera ha dato fiducia e oggi il Senato mi auguro la confermerà".

Terminata la discussione, si passa al voto di fiducia. Ma prima, la replica di Enrico Letta.

11.27 Martini del Pd si concentra sull'Europa: "Vogliamo gli Stati Uniti d'Europa, un'Europa politica e non burocratica. Giusto l'accenno del premier al Mediterraneo e bello il segnale di apertura con il nuovo ministro dell'Integrazione. La crisi morale si affronta tagliando l'auto blu ma anche facendo nuova e buona politica".

11.17 Parla Ornella Bertorotta del Movimento 5 Stelle: "Ci vuole una legge anticorruzione più forte, ci sono ancora troppi condannati che fanno le leggi. Legata alla corruzione c'è il crimine organizzato che ricicla denaro attraverso appalti e gioco d'azzardo. Gioco d'azzardo legalizzato da Bersani e proseguito da Berlusconi e Monti. Le persone buttano i soldi nelle slot machine invece che investirli diversamente".

9.45: il dibattito è già nel vivo. Ecco la diretta video.

9.00: l'esecutivo di Enrico Letta è al Senato per il voto di fiducia. In serata, il Presidente del Consiglio volerà a Berlino per incontrare Angela Merkel e iniziare l'opera di pacificazione europea.

Enrico Letta passa in rassegna le truppe

30 aprile 2013Il Governo Letta si presenta alla prova del Senato, forte di una fiducia con maggioranza blindata alla Camera (almeno finché piace a Berlusconi) e forte dei numeri di Pd, Pdl e Scelta civica che consentiranno al neonato esecutivo di ispirazione Presidenzial-think tank di trovare finalmente il suo compimento definitivo, superando anche il secondo scoglio, quello del voto di fiducia al Senato.

Il doppio voto di fiducia (criticatissimo in questi giorni, in cui si parla di superare il bicameralismo e di trasformare il Senato su base regionale) era stato pensato dai padri fondatori durante la costituente come garanzia di solidità per l'esecutivo, e non era mai stato messo in discussione fino agli ultimi anni. Fino a quando, cioè, il porcellum non ha devastato il bicameralismo perfetto, rendendolo distorto, quasi distopico.

Ma dicevamo del voto di fiducia al Senato. Si comincia di buon mattino, alle 9, con la diciassettesima seduta pubblica del Senato della Repubblica.

All'ordine del giorno,

«I. Discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri

II. Informativa del Ministro dell'interno sul ferimento di due carabinieri avvenuto dinanzi a palazzo Chigi il 28 aprile 2013»

Dopo il dibattito a Palazzo Madama, Enrico Letta replicherà, poi seguiranno, intorno alle 11.30, le dichiarazioni di voto. Alle 13 è previsto l'inizio della votazione vera e propria, con la prima chiama.

I no alla fiducia dovrebbero essere quelli dei 54 senatori del M5S, i 7 di Sel e poi, stando al dissidente Pippo Civati, ci sarebbe anche qualche senatore del Pd che avrebbe deciso di non votare compatto col partito.

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