Rai. Nessuno speciale di Ballarò sul divorzio Berlusconi-Fini

Il divorzio tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini ha rappresentato, fin da subito, per molti un’opportunità di rilancio. A galla è riemersa un’opposizione che in assenza di un programma di Governo alternativo spinge per le elezioni anticipate senza spiegare perché Pierluigi Bersani sarebbe meglio di Silvio Berlusconi.

Dal torpore estivo sembra essere uscita anche la televisione di Stato che attraverso il proprio direttore generale ha tentato di aprire sui propri canali delle finestre per informare i cittadini di quanto sta accadendo.

Il confronto con i responsabili, come spiega anche il Giornale, non è andato a buon fine tanto che se mai la Rai dovesse seguire la (di fatto) crisi di Governo saranno solo i telegiornali ad occuparsene.

Dispiaciuto, per la decisione preso, si è detto il conduttore di Ballarò.

“Peccato, un vero peccato. Davanti all’evoluzione della situazione politica - ha dichiarato Giovanni Floris - era nostro dovere di giornalisti proporre all’azienda con cui lavoriamo il nostro impegno. Lo abbiamo fatto, poi l’azienda ha preso le sue decisioni, decisioni che ognuno può valutare come crede, ma che ovviamente a noi dispiacciono”.

Favorevoli alla decisione di Mauro Masi, di affidare l’eventuale approfondimento ai direttori dei telegionali, sono stati Giorgio Merlo e Giorgio Lainati (rispettivamente vicepresidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai in quota Pd, il primo, e in quota Pdl il secondo).

“Ritengo - ha dichiarato Giorgio Merlo - francamente stucchevole, nonché singolare e curioso, che la vera informazione in Rai la offrono solo i talk show. Se così fosse allora potremmo chiudere definitivamente tutti i Tg, tutte le rubriche dei Tg, e tutti gli spazi di approfondimento delle varie testate giornalistiche. Francamente mi pare una sciocchezza”.

“Ha perfettamente ragione il collega vicepresidente della commissione di Vigilanza Rai, Giorgio Merlo. Non è - ha dichiarato Giorgio Lainati - pensabile che nella più grande azienda d'informazione del Paese, l'esclusiva degli approfondimenti giornalistici sia ad appannaggio solo dei talk show.

E' una condizione che si é determinata a causa del protagonismo di alcuni conduttori particolarmente faziosi e per un incredibile conformismo giornalistico, che attribuisce solo a costoro l'esclusiva dell'informazione del servizio pubblico”.



Per Daniele Capezzone

, portavoce del Popolo delle Libertà, la scelta del direttore generale della RAI smentirà quanti sostengono che una certa faziosità del Tg1 di Augusto Minzolini. Tra questi, probabilmente è sfuggito all’ex radicale, c’era anche il Presidente della stessa Rai Paolo Garimberti che proprio la scorsa settimana aveva richiamato il direttore del Tg1 dopo la messa in onda di un editoriale che in anticipo apprezzava la richiesta di divorzio di Silvio Berlusconi.

Contrario alla decisione di Mauro Masi si è detto invece Pancho Pardi (capogruppo dell’Idv in commissione di Vigilanza Rai).

“Come al solito in Rai - ha dichiarato l’esponente politico - le decisioni vengono prese sotto dettatura di Palazzo Grazioli che ha chiaramente posto un veto a edizioni speciali ed estive dei talk show e affidato ai tg l'approfondimento sulla situazione di crisi attuale e dei suoi sviluppi. Proprio a quei tg, quello di Minzolini in particolare, che ci hanno espulso dal sistema radiotelevisivo”.

Dal suo blog per quanto, di fatto, non è accaduto gongola il giornalista de la7 Gad Lerner che ai suoi lettori ricorda l’impegno del proprio editore di programmare spazi d’approfondimento anche durante il periodo estivo.

Al di là di come ognuno di noi la possa pensare su questa vicenda Rai, sulla quale Michele Santoro non ha proferito parola facendo intendere che per lui informare è un dovere solo in presenza di slot pubblicitari degni di Paolo Bonolis, è bene ricordare che oltre ad una presunta crisi di Governo che di fatto il servizio pubblico dovrebbe programmare delle finestre d’informazione per spiegare al proprio utente anche altro.

Ieri, ad esempio, nessun esponente rappresentante del Governo ha preso parte alle celebrazioni del trentennale della strage di Bologna di cui si è occupata solo RaiTre, attraverso una puntata d’archivio di Blu Notte.

RaiUno ha trasmesso l’ennesima replica di “Un Medico in Famiglia”.

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