Ore 12 - Si scrive "astensione" ma si legge ... "terzo polo". E il Pd?

altroGli stessi protagonisti non vogliono ammetterlo.

Ma l’ annunciata astensione (Fli, Udc, Api, Mpa) di oggi pomeriggio alla Camera sulla mozione di sfiducia al sottosegretario Caliendo apre la via del “terzo polo”.

Così, invocato o temuto, l’”oggetto misterioso” che da anni si aggira virtualmente, trova un primo punto di aggregazione unitaria proiettandosi in una inedita e “corposa” sintesi politica.

Di fatto, è un “modulo” parlamentare (quindi non più solo virtuale) su cui costruire un baricentro forse decisivo per convergenze e alleanze in grado di preparare in tempi brevi l’alternativa credibile al governo Berlusconi.

Oggi alla Camera è possibile che si muova il vero primo passo verso il cambiamento.

Anche perché il partito del “predellino” è esploso, perché la maggioranza più forte degli ultimi sessant'anni è sfasciata, perché il bipolarismo è oramai solo un misero miscuglio di foglie secche.

Ma dopo questo primo passo costruito a tavolino sull’onda dello strappo di Fini, ci vorrà ben altro per dare seguito all’intuizione e tradurla in progetto politico.

Intanto, all’appello manca il Pd. Il rischio è che senza iniziativa politica, il partito di Bersani finisca per fare lo spettatore di una partita tutta nel campo del centrodestra e nel nuovo centro.

Il Pd teme tutto e tutti: Berlusconi, Fini e la nuova aggregazione “centrista”, le elezioni anticipate. Per il Pd, questa è la chiamata decisiva. Con il bipolarismo ko, può essere l’ultima.

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