Il Cavaliere si prepara alle elezioni anticipate. Ma su cosa cadrà il Governo?

Berlusconi e Bossi

Il voto di ieri sulla mozione Caliendo ha segnato la fine di questo Governo. Il Cavaliere sembra averne preso atto e si prepara alle elezioni anticipate. Sono almeno due le ragioni che, però, lo trattengono dal recarsi dal Capo dello Stato per rassegnare le dimissioni.

La prima è certamente costituita dalle resistenze dei leghisti, che devono prima incamerare almeno il decreto di attuazione del federalismo fiscale che disciplina l'autonomia impositiva dei Comuni. Presentato ieri dal Consiglio dei ministri, per la definitiva approvazione il decreto necessita dei pareri della Conferenza Stato-Regioni e delle competenti commissioni parlamentari.

La seconda consiste in una ragione di opportunità politica. Non sarebbe, per così dire, "elegante" cadere sulla difesa del Sottosegretario Caliendo, ovverosia su una questione che, a torto o a ragione, viene definita come "morale" e che regalerebbe agli avversari un argomento in più da spendere in campagna elettorale.

Insomma, il Governo ha i giorni contati, ma non si sa su cosa cadrà. Proviamo ad azzardare qualche previsione, calendario dei lavori della Camera alla mano. Prendiamo in considerazione solo le attività di questo ramo del Parlamento, immaginando che sarà proprio lì che si svolgerà lo scontro finale.

A settembre i deputati dovranno occuparsi di un disegno di legge recante "Disposizioni per il rafforzamento della competitività del settore agroalimentare", di una proposta di legge contenente misure volte al "Sostegno agli agrumeti caratteristici", di una proposta di legge recante "Disposizioni a tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori", di un disegno di legge contenente la "Delega al Governo per il riordino della legislazione in materia di gestione delle crisi aziendali", di un disegno che prevede la "Istituzione del Garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza".

Ed ancora di una proposta di legge costituzionale che introduce "Modifiche agli articoli 114, 117, 118, 119, 120, 132 e 133 della Costituzione, in materia di soppressione delle province", di una proposta recante la "Delega al Governo per la riforma della disciplina delle persone giuridiche e delle associazioni non riconosciute, di cui al titolo II del libro primo del codice civile" e della proposta - di cui abbiamo già parlato - contenente "Disposizioni per il trasferimento a Milano delle sedi della Commissione nazionale per le società e la borsa e dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato".

Sarà la discussione su uno di questi disegni e proposte a decretare la fine del quarto Governo Berlusconi?

Foto | Flickr

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