Germania: CDU e liberali in crisi, la sinistra prima nei sondaggi


Quando poco meno di un anno fa ho pubblicato su queste pagine un post dedicato ai risultati delle elezioni federali tedesche - che avevano premiato la coalizione di centrodestra tra la CDU di Angela Merkel e i liberali dell'FDP, tra i commentatori c'era stato chi aveva azzardato un parallelo tra i socialdemocratici della SPD e il PD nostrano, destinati entrambi "all’irrilevanza e ai salotti".

A giudicare al sondaggio più recente dello Spiegel (che ne pubblica uno a settimana) pare proprio che chi aveva accostato la situazione italiana e quella tedesca, in un comune quadro di inesorabile declino della sinistra europea, si sbagliasse di grosso.

Come si può vedere infatti dall'infografica che vi ripropongo in galleria, i socialdemocratici prenderebbero oggi il 31% (come la CDU, e ben 10 punti più del pessimo 20% di un anno fa) e con gli storici alleati Verdi in grande spolvero (17%) raggiungerebbero la maggioranza parlamentare senza neanche doversi alleare con la più radicale Linke.

Sondaggio Der Spiegel: in Germania passa in testa la sinistra
Sondaggio Der Spiegel: in Germania passa in testa la sinistraSondaggio Der Spiegel: in Germania passa in testa la sinistraSondaggio Der Spiegel: in Germania passa in testa la sinistra

Più che il piccolo arretramento dei Cristiano-democratici, nel declino della coalizione "nero-gialla" conta il crollo dei liberali, da quasi il 15% a circa il 5. Le ragioni di questo crollo sono abbastanza facili da spiegare; come scrivevo all'indomani delle elezioni, infatti:

Ci sono sostanzialmente due scenari possibili: nel primo Angela Merkel punta su una politica centrista in sostanziale continuità con quella tenuta finora, al prezzo di qualche tensione con gli alleati, adducendo come ragione la crisi che impedisce “fughe in avanti” di matrice liberista. In questo caso, nulla cambierebbe per definizione.

La seconda possibilità è che la nuova coalizione imponga davvero una sterzata liberale alla Germania. In questo caso è probabile che - come già visto nel 2005 - un certo malessere si diffonda tra l’elettorato, specie tra quello che ha premiato Angela per la sua rassicurante immagine centrista e di unità nazionale.

Che cosa ha fatto la coalizione schwarz-gelb in questi primi mesi di vita? Sostanzialmente, un po' tutte e due le cose: i liberali hanno spinto davvero per una sterzata liberista (proponendo forti tagli alle tasse nel bel mezzo della crisi e una riforma sostanziale del sistema sanitario) ma hanno in genere dovuto rassegnarsi di fronte alla resistenza della CDU.

In questo modo la coalizione ha spesso e volentieri dato mostra di una scarsa coesione interna, con continue liti e frecciate tra i vari esponenti del governo. Ha ottenuto così il risultato di scontentare un po' tutti: gli elettori moderati, attirati dalla Merkel centrista della grosse-koalition; ma anche quelli pro-business, delusi dall'incapacità di Guido Westerwelle di portare a casa le riforme.

Il risultato è una popolarità bassissima per l'esecutivo (36%), con il leader della FDP (che a volte tenta di importare metodi berlusconiani) agli ultimi posti della graduatoria. Certo, alle elezioni mancano ancora tre anni, e tutto può cambiare molto velocemente; le vicende di questo primo anno permettono però di fare qualche considerazione sulla differente situazione della sinistra italiana e di quella tedesca.

Invece che un presunto quanto generico "declino della sinistra europea", quello che sembra delinearsi è una serie di situazioni nazionali molto differenziate, con l'Italia ancora una volta caratterizzata da una serie di peculiarità-anomalie.

Mentre in Germania, infatti, a fronte di una coalizione di centrodestra che perde quota quella di sinistra riprende vigore, in Italia il PD sembra non trarre alcun vantaggio dalla popolarità decrescente del governo Berlusconi. Un segno del fatto che forse in Italia non c'è solo un'anomalia-Berlusconi, ma anche un'anomalia PD.

D'altra parte, è interessante notare che il terreno su cui lo scontro politico tedesco si è giocato in questi mesi è principalmente quello del welfare (molto consistente in Germania, anche in termini di sussidi di disoccupazione) e della politica economica. Molto diversa la situazione in Italia dove il dibattito sembra perennemente ruotare attorno a legalità e leggi ad-personam varie e quindi, sostanzialmente, attorno a Berlusconi.

Tutto sommato la vita politica tedesca sembra focalizzata su questioni più "concrete" e prossime alla vita dei cittadini, mentre quella italiana, vista attraverso questa lente, sembra persa in un'overdose di ideologizzazione e personalizzazione della politica. Che cristallizza le preferenze degli elettori, e rende un rapido rovesciamento di fronte come quello in corso in Germania (almeno nei sondaggi) praticamente impossibile.

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