E’ già morto il grande centro. Paola Binetti dell’Udc contro Benedetto Della Vedova di Futuro e Libertà


Ad una settimana dal voto sulla mozione Caliendo, di cui ci siamo occupati qui e qui, il grande centro che ha di fatto annullato la maggioranza parlamentare di Silvio Berlusconi inizia a fare i conti con la storia di ogni leader che ha deciso di aderire a questo ipotetico progetto.

Secondo quanto riportato da Giornalettismo, Benedetto Della Vedova (che abbiamo intervistato anche noi di polisblog.it qui) avrebbe approfittato della pausa estiva per riaprire il dibattito sul riconoscimento delle coppie di fatto e sul testamento biologico.

Contro le idee dell’esponente di Futuro e Libertà si è già detta Paola Binetti, attualmente dell’Udc, che ha già fatto sapere che un alleanza parlamentare con il gruppo finiano sarà difficilmente realizzabile se gli argomenti su cui convergere sono questi.

“Se Fli rilancia nuove norme sulle coppie gay, sul biotestamento e sulla legge 40 - ha dichiarato l’ex esponente del Partito Democratico - rende più difficile l’alleanza parlamentare con l’Udc. Mettendo al centro questi temi Della Vedova decreta le condizioni di fragilità di un’alleanza.

Lui ha tutto il diritto di portare avanti queste battaglie, ma noi abbiamo i nostri diritti e questa volta la mia posizione rispecchia pressoché l’unanimità del gruppo Udc. Della Vedova si assume la responsabilità di rendere più difficile un’intesa”.

Inutile domandarsi perché Silvio Berlusconi sia riuscito per quasi un ventennio sia riuscito a governare, male, l’Italia. Fino a quando l’opposizione ufficiale, o quella aspirante tale, non investirà in un programma, decurtato da quella strana forma di antiberlusconismo che il suo tempo l’ha già fatto, i cittadini preferiranno sempre l’attuale Presidente del Consiglio a tutte le persone che non riescono andare oltre all’odio per l’uomo.

E se il Partito dell’Amore avesse un senso?

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