Berlusconi, Ciancimino e Mafia: un sondaggio e un pizzino


Le indiscrezioni pubblicate oggi da "Il Corriere della Sera" sono solo l'ultimo episodio di una lunga e complessa, in cui i sospetti di un legame tra Silvio Berlusconi e la Mafia sono stati più volte messi in evidenza da magistrati, giornalisti ed avversari politici (Lega compresa).

Un osservatore straniero che cercasse informazioni sul premier italiano su Wikipedia, ad esempio, si troverebbe di fronte ad una abbondante sezione intitolata "Alleged links to the Mafia", in cui le prime dichiarazioni di pentiti di Cosa Nostra sul tema vengono fatte risalire al 1996.

Delle ultimissime - clamorose - rivelazioni targate Massimo Ciancimino parliamo in dettaglio dopo il salto. Prima rispondete però al nostro sondaggio di oggi: dopo anni di notizie e il crescendo finale di questi mesi, voi che idea vi siete fatti?



Secondo quanto riportato dal quotidiano di via Solferino:

la madre (di Massimo Ciancimino) Epifania Scardino, per la prima volta loquace con i magistrati di Palermo ai quali ha confermato il contenuto di un «pizzino» indirizzato nel 2001 dal marito, «don Vito», a Bernardo Provenzano chiamato «Caro Rag.» e con riferimenti espliciti a Silvio Berlusconi. Un invito a distribuire i cento milioni di lire incassati da una trattativa che coincide con le elezioni del 2001. Il testo è top secret, ma chi lo ha letto così sintetizza evocando conteggi in vecchie lire: «Dei 100 milioni ricevuti da Berlusconi, 75 a Benedetto Spera e 25 a mio figlio Massimo». E poi: «Caro Rag. bisogna dire ai nostri amici di non continuare a fare minchiate... E di risolvere i problemi giudiziari...». Sarebbe davvero inquietante questo appunto, soprattutto se fosse confermata la data del 2001, quando si votò per le Politiche il 13 maggio e per le Regionali in Sicilia il 24 giugno

La risposta di Berlusconi non si è fatta attendere, attraverso il suo legale Nicolò Ghedini:

'L'articolo apparso sul Corriere della Sera riguardante dichiarazioni asseritamente rese dai Ciancimino e' del tutto sconnesso dalla realta' e sara' oggetto di specifiche azioni giudiziarie. Il continuo, miracoloso apparire di documenti senza alcuna garanzia dell'epoca in cui sarebbero stati formati e senza alcuna verifica giurisdizionale, oltre al fiorire di ricordi di episodi di 40 anni fa non solo mai narrati sino ad oggi ma contraddetti dalla realta' fattuale, non puo' che ingenerare ovvie perplessita' visto anche il momento in cui i documenti vengono propalati'

Sul fronte dell'opposizione, si rileva la dichiarazione di Leoluca Orlando dell'IdV:

L'Italia non dimentica che nel 2001, in Sicilia, la coalizione berlusconiana con Forza Italia totalizzò, nell'arco di un mese, 61 seggi su 61 alla Camera e al Senato e ottenne, nel mese successivo, l'elezione a presidente della Regione siciliana di Salvatore Cuffaro, già condannato in secondo grado per reati di mafia. Berlusconi cercherà di farsi fare un'altra legge vergogna, non ci aspettiamo che si difenda nei processi. Chiediamo, invece, con forza che il ministro Maroni batta un colpo dando un segnale di sostegno e garantendo la sicurezza di magistrati, minacciati anche recentemente, testimoni e collaboratori di giustizia che da tempo ormai cercano di dare un contributo per evitare che la mafia abbia il volto dello Stato e lo stato quello della mafia. Il silenzio di Maroni è inquietante"

Le parole di Orlando alla necessità di "garantire la sicurezza" sono un chiaro riferimento alle minacce a Massimo Ciancimino, che hanno avuto un salto di qualità negli ultimi giorni con il proiettile inviato al figlio.

Foto | Flickr.

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