Rassegna stampa estera: Berlusconi, Fini e la crisi di governo


Per settimane, forse mesi, sulle pagine della stampa estera dedicate all'Italia non si è parlato altro che della Legge Bavaglio. Ora, da quando si è consumata la rottura tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, l'attenzione si è spostata sulla crisi della maggioranza.

In Francia ad esempio l'autorevole Le Monde ha titolato "La fine del berlusconismo si gioca su uno scenario di corruzione":

Silvio Berlusconi, alla ricerca di un contrattacco nel momento in cui il suo potere s’indebolisce, ha lanciato l’operazione “Memoria”, chiedendo ai dirigenti del suo partito, il Popolo Della Libertà (PDL), di ricordare tutto ciò che lui ha realizzato dal suo primo governo, nel 1994. Il presunto passato idilliaco per scongiurare presente e futuro? Il presente è nauseabondo

Giorno dopo giorno, le inchieste dipingono l’immagine di un paese dove la corruzione avrebbe infettato tutti i poteri. (..)Corruzione ed infiltrazione mafiosa sono diventate all’ordine del giorno in Italia. Berlusconi, lui stesso inquisito per frode fiscale e corruzione, denuncia una “campagna maligna” o persino “un tentativo di colpo di Stato”. Erano stati utilizzati gli stessi termini quando era alle prese con uno scandalo che toccava la sua vita privata, nell’estate del 2009. Tuttavia, tutte le tracce di queste inchieste conducono al presidente del Consiglio, sia che lo leghino a persone vicine al suo partito o a dei ministri, sia che si riallaccino ad avvenimenti – ed alle relative zone d’ombra – che hanno preceduto il suo arrivo al potere. (..) In queste condizioni, potrà Berlusconi arrivare al termine del proprio mandato, fissato nel 2013? I politici si pongono la domanda. In questo clima da fine del regno, le riflessioni sul dopo Berlusconi corrono lungo i corridoi del potere. Gli scenari si moltiplicano: “ (..). La [cosa] più probabile è che nessuna di queste ipotesi si realizzi e che Berlusconi tenga alla bell’e meglio fino al 2013. (..) Da ora, l’agonia del berlusconismo potrebbe essere anche quella dell’intero Paese, sballottato quotidianamente tra l’annuncio di un nuovo scandalo o di una nuova scappatella, diviso tra la vergogna ed il fatalismo. “L’Italia possiede gli anticorpi per resistere alla corruzione”, ha dichiarato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Anticorpi? E forse una certa abitudine

In Germania Die Welt ha raccontato il "divorzio all'italiana" tra i due leader del centrodestra:

Scandali a sfondo sessuale, crisi economica, sospetti di corruzione verso membri del partito – gli italiani si sono abituati negli ultimi mesi a simili vicende nel loro governo. Sembra che nulla di ciò possa danneggiare seriamente Berlusconi. La sua immagine internazionale ne ha sofferto ulteriormente, ma il magnate milanese ha superato dozzine di vicende che in altri paesi avrebbero indotto alle dimissioni. Adesso è proprio il rapporto con Fini, suo vecchio compagno di viaggio politico, in precedenza suo vice e ministro degli esteri, a scatenare il peggior terremoto politico degli ultimi tempi

I colleghi dello Spiegel hanno invece parlato di "lunga estate calda per Berlusconi", raccontando in modo e caustico e impietoso l'ultima seduta della Camera prima della pausa estiva, quella dedicata alla discussione della sfiducia a Caliendo:

Fini è il presidente della Camera dei Deputati. Presiede l’assemblea dal suo podio con aria risoluta e uno sguardo glaciale. Quando Berlusconi è entrato in aula lo scorso venerdì, tra cori che inneggiavano a “Silvio, Silvio”, il primo ministro ha alzato la mano destra in segno di saluto. “Duce”, hanno gridato dai banchi della sinistra, e quando Fini ha suonato la sua campanella d’argento, quelli a destra hanno gridato “Giuda”. Fini ha sorriso e ha richiamato l’aula all’ordine. La politica italiana è tornata là dove è sempre stata: un grande teatro privo di qualsiasi contenuto

La Wiener Zeitung da parte sua ha fatto ricorso a citazioni colte per rendere conto della situazione in cui si trova il premier italiano:

La situazione di Silvio Berlusconi il giorno dopo la separazione dal suo compagno di viaggio politico di vecchia data Gianfranco Fini ricorda un po’ l’apprendista stregone di Goethe: “degli spiriti chiamati per magia, non riesco a liberarmi”, sembra pensare il capo di partito e di governo, che nel 1994 accolse nel suo gabinetto il partito neofascista dell’MSI con il suo capo di partito Fini, ancor prima della sua conversione nel partito postfascista di Alleanza Nazionale. I bambini pasticcioni di un tempo negli anni sono diventati politici nazionalconservatori da prendere con serieta’, per i quali la palude di corruzione in cui è coinvolto l’entourage di Berlusconi è diventata intollerabile. (..)In questa situazione critica tra tutti i fronti per Berlusconi diventerà sempre più difficile nei prossimi mesi far passare le sue idee e conservare il suo seguito, sui cui gravano pesanti accuse per fatti di corruzione. Esce da questa crisi in ogni caso fortemente indebolito, perché non ha considerato che i finiani potrebbero davvero compiere il passo verso la separazione. E all’apprendista stregone mancato potrebbe allora venire in mente Dante, quando nella Divina Commedia, nel VI canto del Purgatorio, dice: “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!”

In sudamerica il Correio Braziliense ha chiesto l'avviso di un osservatore privilegiato:

Per l’analista politico Maurizio Cotta dell’Università di Siena, a meno che Berlusconi non riesca a ridurre l’impatto di Gianfranco Fini e dei suoi seguaci, vedrà il suo governo indebolirsi. “Il premier probabilmente chiederà elezioni anticipate, se dovesse subire altre sconfitte in Parlamento”, prevede in un intervento sul Correio Braziliense. Nel frattempo ricorda che questa decisione spetta al presidente Giorgio Napolitano. “E’ probabile che Napolitano sia riluttante a prendere questo provvedimento, e forse tenterà di formare un nuovo governo, ma questo porterebbe a un conflitto molto aspro tra la Presidenza della Repubblica e il governo Berlusconi”, aggiunge. Cotta ricorda che Fini stava pianificando un brillante futuro come leader di centrodestra. A suo avviso l’avvento di Berlusconi e l’abilità dell’attuale governo nell’interpretare la sfiducia degli italiani nei partiti tradizionali hanno frustrato il progetto di Fini e l’hanno ridotto a un ruolo politico secondario. “La decisione di Berlusconi e dei suoi seguaci di promuovere l’espulsione di Fini dal PDL ha riaffermato il ruolo del premier come unico leader del partito, anche se questo aumenta la sua vulnerabilità”, scommette l’analista politico. “Tra breve Berlusconi dovrà confontarsi con il dissenso all’interno del PDL, il che farà crescere le diserzioni in Parlamento”, prevede. Sarà un battesimo del fuoco per Il Cavaliere

Nel Regno Unito il Daily Telegraph, con abbondanti dosi di ironia, ha invitato a "Non dare già per spacciato Berlusconi":

Com’è possible che Il Cavaliere – l’uomo che ha cambiato la faccia del suo paese durante i suoi tre periodi al governo, che nel corso di decenni ha completato la sua reinvenzione populista dei media, il cui nome è sinonimo di presunti scandali e buffonaggine internazionale – abbia perso il suo tocco magico? Che cosa farà l’Italia, e il resto di noi, senza questo personaggio esagerato, questo allegro sciovinista e spudorato uomo di potere? Tuttavia, per quanto possa essere per i suoi avversari, probabilmente non abbiamo ancora sentito l’ultimo inopportuno riferimento all’abbronzatura di Barack Obama. Berlusconi è stato dato per spacciato così tante volte prima d’ora che sarebbe stupido pensare che non riesca a trovare un modo di uscirne. Stefano Folli, un noto analista politico italiano, ha affermato questa settimana: “Sono gli spasmi della fine di un regime”. Ma gli spasmi possono durare per anni. E possono anche essere curati

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