Veritometro: Stracquadanio, la crisi di governo e la prassi costituzionale



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" la Costituzione repubblicana indica (che) le elezioni politiche generali (..) sono l'unico rimedio democratico a una eventuale crisi politica della maggioranza parlamentare"



Giorgio Stracquadanio



Scoprite perchè dopo il salto

Il deputato Giorgio Stracquadanio fa una seconda comparsa sul veritometro di polisblog, a pochi giorni di distanza dalle sue dichiarazioni sulla BBC "esplicita e dichiarata voce del governo". L'affermazione in questione è un commento all'intervista di oggi del Presidente della Repubblica a "L'Unità". Vediamolo nella sua interezza:

«Sorprende e inquieta che il Capo dello Stato per esternare un suo punto di vista su un tema che non è ancora all'ordine del giorno utilizzi il giornale del suo ex partito, l'Unità. Si tratta di una prassi inedita che rileverebbe un tentativo di indirizzare le scelte istituzionali al di fuori della via maestra che la Costituzione repubblicana indica: le elezioni politiche generali, infatti, sono l'unico rimedio democratico a una eventuale crisi politica della maggioranza parlamentare. Che il Capo dello Stato annunci anzitempo che si opporrà a questa prospettiva con tutte le sue forze e lo faccia da un giornale di partito che lo ha visto militare per una vita, pone un serio interrogativo sulla indipendenza e la neutralità del supremo garante della Costituzione. È certo che il Parlamento non resterà estraneo e, se necessario si convocherà autonomamente e d'urgenza per mantenere il rispetto dell'equilibrio dei poteri»

Per smentire l'affermazione di Stracquadanio, si può fare riferimento ad una fonte autorevole e sicuramente non di parte come il sito del Governo Italiano, che alla voce "formazione del governo" spiega:

La Carta costituzionale disciplina la formazione del Governo con una formula semplice e concisa: "Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri". Stando a tale formula sembrerebbe che la formazione del Governo non sia frutto di un vero e proprio procedimento. Invece, nella prassi, la sua formazione si compie mediante un complesso ed articolato processo

Processo che comincia con la "fase preparatoria" che consiste nelle

consultazioni che il Presidente svolge, per prassi costituzionale, per individuare il potenziale Presidente del Consiglio in grado di formare un governo che possa ottenere la fiducia dalla maggioranza del Parlamento. Questo meccanismo viene attivato, ovviamente, ogni qualvolta si determini una crisi di governo per il venir meno del rapporto di fiducia o per le dimissioni del Governo in carica

Nel caso di un'eventuale rottura definitiva tra berlusconiani e finiani, dunque, la crisi del governo porterebbe ad un giro di consultazioni tra il Presidente della Repubblica e i rappresentanti delle varie forze politiche rappresentate in parlamento, che avrebbe il fine di verificare la possibilità di formare un nuovo governo che possa avere la fiducia.

Questo è quanto prevedono la carta e la prassi costituzionale consolidata in 64 anni di storia repubblicana. Ovviamente ogni forza politica resta libera di spingere per le elezioni anticipate opponendosi a qualsiasi nuovo governo venga proposto.

Se davvero PdL e Lega hanno i numeri per impedire qualsiasi maggioranza che li escluda al Senato, non si vede da dove nascano le loro preoccupazioni di questi giorni.

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